“A Quiet Passion” di Terence Davies

 

La vita di Emily Dickinson, tra solitudine e poesia

di Frédéric Pascali

Ipotizzare una consapevolezza delle pieghe misteriose dell’esistenza di ogni essere umano è un esercizio che molto spesso attiene alle sensibilità più alte. Terence Davies coglie tali attitudini trasformandole in un lungometraggio appassionato ed emotivamente coinvolgente dedicato alla vita e al pensiero di Emily Dickinson.

Il regista britannico, nell’occasione anche sceneggiatore, sviluppa il suo percorso narrativo coniugando egregiamente realtà e poesia, senza enfasi particolare se non la forza di dialoghi serrati e la contemplazione di speranze e disincanti.

Trama
La giovane Emily, rampolla di una famiglia borghese e puritana del Massachusetts, insofferente al rigore religioso degli insegnamenti del College di Mount Holyoke fa ritorno nella dimora paterna.
Il suo spirito intransigente e anticonformista la porta spesso a entrare in conflitto con i precetti e gli atteggiamenti della morale dell’epoca. Un’attitudine che inesorabilmente la confina in uno stato di solitudine che, nonostante il suo grande amore per la famiglia e la sorella Vinnie, trova pace solo nella poesia.

Poesia e disperazione
“A Quiet Passion” è un lavoro di intarsio che con grande cura si struttura, sequenza dopo sequenza, unicamente con voci e suoni dell’ambiente di scena, non prescindendo, però,dall’interpretazione di Cynthia Nixon, straordinaria Emily Dickinson. La Nixon esercita un fascino magnetico che la sua espressività rende unico e immediatamente riconducibile alla vicenda biografica. È lei l’alfiere principe di un racconto che, con sullo sfondo la nazione americana del prima e dopo la guerra di Secessione, risulta segnato dall’inquietudine della ragione che vive con difficoltà la propria intransigenza intellettuale e l’incapacità di trovare un’anima gemella. Non basta l’ironia che troppo spesso mutua in sarcasmo, il baluardo a difesa del proprio isolamento, così come non basta la poesia per lasciarsi le paure alle spalle e accettare l’ineluttabilità della condizione umana.

Quello della Dickinson di Davies è un percorso aspro e senza lieto fine nel quale la normalità non è mai banale e la macchina da presa, nei suoi movimenti classici e senza strappi, sembra quasi scomparire portando lo spettatore diretto protagonista del racconto filmico. Un effetto le cui responsabilità vanno condivise con la fotografia di Florian Hoffmeister che con diverse tonalità di luce, vivida solo al debutto della storia, segna ogni punto di svolta della vita della protagonista.

Approfondimenti
Scheda del film
Regia: Terence Davies
Sceneggiatura: Terence Davies
Fotografia: Florian Hoffmeister
Montaggio: Pia Di Ciaula
Interpreti principali: Cynthia Nixon, Keith Carradine, Joanna Bacon, Jennifer Ehle, Duncan Duff.

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