Bif&st 2017

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Di certo è stato il cinema  

di Frèdèric Pascali 

PUn’affluenza record, di circa 75000 spettatori sparsi tra le 12 sale a disposizione e i 300 eventi distribuiti nell’arco degli 8 giorni di durata della manifestazione, ha caratterizzato l’ottava edizione e mezza del Bari International Film Festival.
Tra il 22 e il 29 aprile sono state davvero tante le pellicole transitate nelle varie sezioni di concorso, o negli eventi speciali adibiti per l’occasione.

 

Non sono mancate quelle interessanti o di sicuro avvenire, categoria cui si iscrivono alcuni lavori italiani come “Tutto quello che vuoi”, il film diretto da Francesco Bruni che, oltre a un Giuliano Montaldo in gran forma, ha rivelato il talento del giovane Andrea Carpenzano premiato con una menzione nel concorso “Panorama Internazionale”, “La guerra dei cafoni” di Davide Barletti e Lorenzo Conte e “Orecchie” di Alessandro Aronadio, vincitore del premio per la miglior regia nella gara riservata alle “Opere prime e seconde”.

Delude, invece, il ritorno di Gianni Amelio. Il suo “La Tenerezza”, presentato tra le “Anteprime Internazionali”, si è mostrato debole in un impianto narrativo succube di cadenze molto compassate e mal sostenute dai dialoghi e da una incerta prova recitativa di molti degli interpreti principali.

Non sono mancate le note liete tra le produzioni straniere presentate nella sezione riservata al “Panorama Internazionale”. Pellicole come “Die Nacht der 1000 Stunden”, il bel thriller fantastico del regista austriaco Virgil Widrich, o “El Otro Hermano” di Israel Adriàn Caetano con Leonardo Sbaraglia vincitore del premio per il miglior attore, o “Dev Bhoomi” di Goran Paskaliević, vincitore del premio per la miglior regia, hanno diffuso il senso di una filmografia di valore troppo spesso penalizzata dalle vessazioni dei circuiti di distribuzione.

Un nutrito gruppo di pellicole americane ha monopolizzato il settore delle “Anteprime”. “Gifted”, “Miss Sloane” e “Get Out” le più riuscite, tutte caratterizzate da una trama avvincente e ben costruita attorno alla personalità dell’interprete principale. Nella prima risalta il talento della giovanissima Grace Mckenna, che in alcune movenze ricorda la grande Shirley Temple, nella seconda Jessica Chastain si dimostra estremamente a suo agio nelle pieghe di un thriller soggiogato dai colpi di scena e nella terza Daniel Kaluuya è il protagonista ideale di un noir/horror denso di citazioni.

Un discorso a parte va fatto per “Le divan de Staline”, la terza prova in regia di Fanny Ardant. Frutto di un non facile lavoro d’adattamento del romanzo di Jean-Daniel Baltassat, seppure si muova nel campo delle dinamiche teatrali, e nonostante qualche pausa iniziale, grazie soprattutto alla verve di Gerard Depardieu ed Emmanuelle Seigner, i due protagonisti, coinvolge e appassiona.
Applausi ed elogi ha raccolto anche la nuova sezione titolata “Cinema e Scienza” il cui fulcro era costituito dai lavori di Jacques Perrin. I suoi “Le peuple singe” e “Les saisons” sono stati tra i più lodati e apprezzati.

Seguitissima è risultata la retrospettiva dedicata a Vittorio Gassman e Dino Risi con la proiezione delle opere più importanti della “coppia” e di alcuni documentari biografici come “Maestro per caso” di Valerio Caprara, con la regia di Marco Risi, o “Vittorio Gassman. Ritratto d’autore” di Maurizio Porro.
Sempre gremite di pubblico le “Master Class” del Teatro Petruzzelli per ascoltare racconti e lezioni di cinema di grandi personaggi come Andrei Konchalovsky, Alessandro Gasmann, Greta Scacchi, Pupi Avati, i fratelli Vanzina, Dario Argento, Fanny Ardant e Margarethe von Trotta, Jacques Perrin e Volker Schlöndorff.

Tra i premi per i migliori lungometraggi italiani, assegnati da una giuria del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici, i principali sono andati a Valeria Bruni Tedeschi, miglior attrice per “La pazza gioia” di Paolo Virzì, a Riccardo Scamarcio , miglior attore per “Pericle il nero” di Stefano Mordini, e a Claudio Giovannesi, miglior regia per “Fiore”.

L’appuntamento per il prossimo Bif&st è fissato tra il 21 e il 28 aprile 2018 con la dedica a un’autrice, o a un autore, internazionale vivente.

 

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