Buon compleanno Charlotte Brontë

Si festeggia il bicentenario
della nascita

della scrittrice inglese

 

di Sara Foti Sciavaliere

 

Il 21 aprile 2016 si ricordano i duecento anni dalla nascita della maggiore delle sorelle Brontë – con Emily e Anne, autrici rispettivamente di Cime tempestose e Agnes Grey -, Charlotte è la “madre” di Jane Eyre, un classico della letteratura anglosassone e femminile. Per i festeggiamenti si prevedono una serie di eventi culturali non solo nel Paese che le ha dato i natali ma anche in Italia.

 

 

 

Charlotte Brontë è una delle penne più celebri non solo d’Europa.  Insieme alle due sorelle,  all’inizio è stata costretta  dalla mentalità del tempo, che privilegiava gli uomini in campo letterario, a pubblicare sotto pseudonimo, le tre Brontë  hanno poi saputo conquistare un posto d’onore nella  letteratura mondiale, quali autrici di capolavori immortali come – solo per citare i titoli più importanti – “Cime tempestose”, pubblicato da Emily Brontë nel 1847 sotto lo pseudonimo di Ellis Bell; “Jane Eyre”, romanzo di formazione uscito nel 1847 col titolo di “Jane Eyre: An autobiography”, scritto da Charlotte Brontë sotto lo pseudonimo di Currer Bell; “Agnes Grey”, romanzo pubblicato anch’esso nel 1847 dalla più giovane delle sorelle Brontë, con lo pseudonimo di Acton Bell.

 

Durante il lungo regno della regina Vittoria (1837-1901), il romanzo diventò il genere incontrastato dell’epoca e, accanto all’affermarsi di grandi scrittori, si formò un ristretto gruppo di giovani donne scrittrici, capaci di ribaltare i motivi e le funzioni tradizionali del romanzo e sondare gli animi e le coscienze del mondo femminile in particolare : Elizabeth Gaskell (1810-1865), George Eliot (1819-1880) e le sorelle Brontë si inoltravano nel fitto groviglio dell’epoca vittoriana.

Ma chi era Charlotte Brontë?

Nata il 21 aprile 1816 a Thornton, nello Yorkshire, e terza di sei figli, la sua vita trascorreva tra le lunghe passeggiate nella brughiera insieme alle sorelle, le faccende domestiche e la passione per la lettura e la scrittura. L’uscita di “Jane Eyre”, il suo capolavoro più noto tratto dalle sue esperienze e aspirazioni, rese famosa per sempre la sua piccola figura al di là di apprezzamenti e critiche.

 

Figlia di un pastore protestante, a otto anni, insieme ad alcune delle sorelle,  viene iscritta alla Clergy Daughter’s School di Cowan Bridge nel Lancashire, una scuola per figlie di ecclesiastici. Le condizioni assolutamente spaventose dell’istituto (vitto insufficiente, condizioni igieniche inadeguate) causeranno nel 1825 la morte prematura delle due sorelle maggiori e rovineranno per sempre la salute di Charlotte ed Emily. L’esperienza sconvolgente vissuta a Cowan Bridge sarà rievocata, anni dopo, nel celeberrimo romanzo Jane Eyre, riconoscibile nelle descrizioni di Lowood School dove viene spedita Jane Eyre.

 

Tra il 1826 e il 1829, si nota la prima attività letteraria che venne iniziata insieme alle sorelle Emily e Anne e al fratello Branwell, al quale il Reverendo Brontë aveva donato una scatola di soldatini: i bambini crearono delle avventure fantastiche attorno a quelle figurine che vennero trascritte da loro stessi su minuscoli pezzetti di carta che minuziosamente cuciti a mano, formavano dei piccoli libri non più grandi di un francobollo. Charlotte e il fratello crearono la “Glass Town Saga” mentre Emily ed Anne inventarono la “Gondol Saga”.

 

Sarà insegnante presso la scuola di Miss Wooler di Roe Head e poi istitutrice per alcun famiglie dell’aristocrazia.  Nel 1842, insieme alla sorella minore Emily, si reca a Bruxelles per studiare francese e s’innamora del suo professore, Constantin Heger, senza però essere corrisposta. La tematica dell’amore tra il professore e l’allieva sarà presente in ben due romanzi su quattro.

Tornata in Inghilterra nel 1844, comincia a cullare il progetto di scrivere, insieme alle sorelle, alcuni romanzi. Nel 1847 tutte e tre le sorelle pubblicano i propri: Charlotte propone dapprima “Il professore” che viene rifiutato, poi “Jane Eyre”, subito accettato e dato alle stampe con lo pseudonimo di Currer Bell. Seguirà la pubblicazione di altri romanzi, “Shirley” (ambientato all’epoca del luddismo) e “Villette” (analogo per contenuti a “Il professore”, ma con accenni autobiografici). Nel giugno 1854, dopo tensioni con il padre, Charlotte sposa il reverendo Nicholls. La felicità conquistata purtroppo durerà poco, poiché la donna si spegnerà l’anno seguente, in attesa di un figlio.

 

L’opera cult di Charlotte: “Jane Eyre”

Il personaggio di Jane è da considerarsi un tassello del cammino di emancipazione dell’universo femminile.
Scritto sotto forma di memoriale, “Jane Eyre”, ha nella sua stessa protagonista la voce narrante che ricostruisce le sue vicende personali nell’Inghilterra della prima metà dell’Ottocento. Orfana e povera da piccola, Jane Eyre viene cresciuta senza amore e cure da una zia fino all’età di dieci anni, quando viene allontanata da casa perché considerata ribelle. È costretta a trascorrere duri anni nel severo e triste collegio di Lowood, dal quale andrà via solo otto anni dopo per diventare l’istitutrice della presunta figlia naturale del signor Rochester di Thornfield Hall. Tra i due è immediata una forte attrazione che sembra sfidare età, sessi e posizione sociale diversi. Ma leggendo “Jane Eyre” si scopre anche il processo di formazione della ragazza che conoscerà e imparerà a conquistare l’indipendenza, la passione e la parità intellettuale.

A Londra l’opera cult di Charlotte  fu motivo di scandalo, si parlò del “caso Jane Eyre”: una donna di umili origini che mediante un matrimonio poteva elevarsi di ceto, già era stata vista al momento della pubblicazione della “Pamela” (1740) di Samuel Richardson, ma una donna che provasse dei desideri verso un uomo, come nel romanzo della Brontë, fu il vero sgomento. Fu questo in primo luogo a dare uno scossone alla società vittoriana.

Si era abituati a trattare la figura femminile alla stregua di un essere asessuato e non poteva manifestare sentimenti di affetto e quanto mai di desiderio sessuale verso qualcuno, ogni suo gesto o pensiero doveva risultare misurato. La sensualità e la passione che pervadono le pagine del romanzo si scontrano quantunque con i doveri morali della protagonista. Inoltre, si assiste all’indipendenza femminile che si concretizza attraverso l’indipendenza intellettuale e poi finanziaria della protagonista, scontrandosi con il modello della società patriarcale vittoriana e analizzando il ruolo delle donne rispetto alla classe maschile.

Gli eventi per il bicentenario

Sono previste una serie di eventi che si terranno in giro per il mondo, ma naturalmente il cuore di queste celebrazioni saranno proprio i luoghi nei quali Charlotte, le sorelle e il fratello vissero.

Si parte da una mostra, “Charlotte Great and Small”, inaugurata domenica 31 gennaio, nell’antica dimora delle sorelle Brontë, Haworth, che andrà ad esplorare il contrasto tra la vita sacrificata e le grandi ambizioni e speranze della scrittrice. Sono esposti alcuni suoi oggetti, come i suoi vestiti da bambina, i lavori di cucito, i piccoli libri e le illustrazioni in miniatura che le causarono il deterioramento della vista. La mostra è arricchita da video proiezioni e lavori di artisti contemporanei che omaggiano la scrittrice. La mostra è stata curata dalla famosa scrittrice, nonché entusiasta appassionata dell’opera delle sorelle Brontë, Tracy Chevalier, autrice del romanzo “La ragazza con l’orecchino di perla” e in questi giorni in libreria con il suo nuovo romanzo “I frutti del vento”. L’evento si protrarrà fino all’1 gennaio 2017.

Il 21 aprile, a pochi passi dalla casa museo, per celebrare il compleanno della scrittrice si terrà una festa con tè e pasticcini nelle sale della Old School Room di Haworth, dove Charlotte aveva svolto la professione di insegnante, a cui seguiranno alcune conferenze nella casa museo (partecipazione gratuita).

E ancora, il 14 maggio, una passeggiata londinese sui passi di Charlotte, dalla cattedrale di St. Paul alla sede dell’editore George Smith a Cornhill, per la durata circa due ore e mezzo e riservata ai membri della Brontë Society, a cui è possibile iscriversi.

Gli eventi celebrativi del bicentenario di Charlotte Brontë varcheranno però anche l’Oceano giungendo fino a New York, presso la Morgan Library & Museum, da settembre 2016 a gennaio 2017. Inoltre vi sarà la presentazione in anteprima mondiale di una nuova versione di Jane Eyre a cura del Northern Ballet nel mese di maggio. In autunno poi verrà trasmesso dall’emittente BBC1 il dramma firmato da Sally Wainwright intitolato “To walk invisible”.

In Italia, per quest’occasione, è stato pensato il concorso letterario organizzato dalla professoressa Maddalena De Leo, referente italiana della Brontë Society nonché studiosa e traduttrice di alcuni romanzi delle sorelle Brontë. Il concorso si articola in due sezioni: poesia e narrativa (il regolamento qui).

 

Inoltre, casa editrice nativa digitale romana, Flower-ed, presenterà ai lettori un’approfondita biografia che stanno traducendo per la prima volta in italiano: si tratta dell’opera di Augustine Birrell, “Vita di Charlotte Brontë”, pubblicata a Londra nel 1887, che tiene in considerazione tutta la produzione biografica precedente, arricchendola di nuovi elementi per una conoscenza più approfondita di Charlotte, della sua famiglia e della vita nella brughiera ventosa. E per chi volesse approfondire la conoscenza delle sorelle Brontë, la stessa casa editrice, ha riedito lo scorso mese di settembre in versione ebook, un vecchio scritto di Giorgina Sonnino “Tre Anime Luminose tra le nebbie nordiche. Le sorelle Brontë”, inserito nella collana “Windy Moors” che racchiude saggi sulla letteratura inglese e americana con un occhio di riguardo alla letteratura dell’epoca vittoriana.

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