La rete delle donne nella Rete

Partecipazione politica femminile nell’era digitale


di Rossella Bufano

Le donne dimostrano ancora una volta di saper maneggiare gli strumenti della democrazia, come hanno fatto con l’associazionismo, la stampa (sin dalla Rivoluzione francese), utilizzano la Rete come un laboratorio.

 

Per diffondere informazioni, allargare la base del confronto e favorire la presa di coscienza (anche della propria efficacia politica), sollecitare il dibattito politico su problemi comuni, far operare scelte consapevoli e rendere operative comunità femminili virtuali-reali che agli incontri su Internet alternano quelli in piazza, che al dibattito fanno seguire un progetto politico.

La Rete nelle più svariate forme (e-mail, siti, blog, social network), è uno strumento che ne supporta la partecipazione politica attiva (sebbene prevalentemente non convenzionale). Basta leggere quello che scrivono donne che si spendono in movimenti femminili.

«Internet ha modificato radicalmente il modo di comunicare che è diventato più veloce, più capillare, più esteso. Una grande quantità di informazioni passano attraverso blog, siti, giornali on line e questo consente di interagire in tempo reale; con lo stesso strumento leggo una notizia, rispondo, dico la mia. Per chi voglia fare politica internet è una straordinaria fonte di conoscenza, ma anche di nuove relazioni. Le “amicizie” e le “condivisioni” di fatto ridefiniscono i contorni di una geografia politica non più riconducibile al “territorio”. Attraverso la parola scritta alcune donne, alcuni gruppi, hanno acquisito un’autorevolezza che va oltre la rete. Qui ci sono donne capaci di nominare la propria concezione della politica con una chiarezza e una consapevolezza sempre più rare nei luoghi fisici della politica». (Pina Nuzzo, Milit0nti e donne al tempo di Internet, in «Laboratorio donnae», 24 agosto 2012.

Da quanto scrive Pina Nuzzo (da sempre impegnata soscialmente e politicamente per le donne) si evince come la politica delle donne si rinnova negli strumenti ma ripropone gli elementi che connotano la specificità della politica di genere sin dai primi movimenti femminili: la rete, l’amicizia, la relazione.

Internet consente alle donne di entrare in comunione superando i limiti fisici della territorialità, ma senza sostituirsi completamente all’incontro fisico che rimane fondamentale nella loro azione politica, come avviene proprio con il “laboratorio donnae”  della Nuzzo che ha la sua sede in Rete ma che organizza incontri reali.

A suo avviso, con Internet ci si può liberare del personalismo politico e reintrodurre le idee e la progettualità politica, si possono raggiungere le donne più giovani, superare la mediazione (spesso ostativa) che connota le strutture di potere, instaurare un rapporto diretto con i cittadini, utilizzando un linguaggio chiaro e dando la possibilità alle donne di riconoscersi e di fidarsi.

 

Per approfondimenti


Rossella Bufano, Donne e politica: cittadinanza, rappresentanza, e-democracy, in R. Bufano e P. Di Viggiano, Donne e società. Partecipazione democratica e cittadinanza digitale, Tangram, 2013.

 

 


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