“Dogman”, una pellicola di Garrone

 

Una storia di disperati e di disperazione

di Frédéric Pascali

È un aberrante fatto di cronaca del passato quello che ispira, in maniera del tutto libera, “Dogman”, la nuova pellicola diretta da Matteo Garrone. Con il consueto piglio, improntato alla messa a fuoco della nostra “parte oscura”, di quel lembo della coscienza che ogni giorno lotta disperato contro il destino avverso e l’irraggiungibile normalità, il regista romano descrive l’impari scontro che non dà scampo a nessuno, relegando il protagonista a una macchia sullo sfondo di un quadro dipinto da altri.

 

La trama
Marcello è il “Dogman” di una sperduta e degradata borgata affacciata sul litorale romano. È un uomo piccolo e dai modi semplici, adora i cani e li accudisce come meglio può. La sua preoccupazione maggiore è per la figlia, con la quale condivide, a causa della separazione dalla moglie, pochi lembi di tempo e la passione per le immersioni subacquee.

Forse anche per questo arrotonda spacciando piccole dosi di cocaina, un vizio da cui è completamente attanagliato Simone, un ex pugile prepotente e rompiscatole che vessa tutti i commercianti del luogo. Un destino a cui non farà difetto neanche Marcello.

Il ruolo dell’antagonista
“Dogman”, avvalendosi di una fotografia in tono, ottimamente registrata da Nicolaj Brüel, disegna con colori lividi i personaggi e gli ambienti di una storia senza eroi e continuamente in bilico, segnata, fin dalle prime inquadrature, da una sceneggiatura, a cura di Ugo Chiti, Massimo Gaudioso e dello stesso Garrone, orientata nell’attesa vana del riscatto dell’antieroe. Se non convince del tutto la scelta dei “comprimari”, con qualche forzatura recitativa e qualche dialogo non sempre dotato del giusto piglio, il protagonista e il suo antagonista sono la vera forza dirompente della pellicola.

La fisicità e la recitazione dei due attori, Marcello Fonte,”Marcello”, acclamato vincitore al recente Festival di Cannes della Palma d’Oro per la migliore interpretazione maschile, ed Edoardo Pesce,”Simone”, rappresentano un volano prorompente che trascina il racconto fin dalle prime battute senza mai accusare pause o inceppamenti di alcun tipo. In questo senso, non da meno è il contributo offerto dal montaggio di Marco Spoletini, capace di armonizzare le sequenze nel ritmo più consono per lo svolgimento dell’intero impianto narrativo.

Approfondimenti
Scheda del film
Regia: Matteo Garrone.
Sceneggiatura: Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Ugo Chiti.
Fotografia: Nicolai Brüel.
Musica: Michele Braga.
Montaggio: Marco Spoletini.
Interpreti principali: Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli.

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