Gli Alieni in salotto

“Extra”, la fiction Rai che anticipò
il film capolavoro di Spielberg


di Sergio D’Amico

Quando, nel 1978, uscì nei cinema italiani “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, alcuni spettatori trovarono non del tutto nuovi alcuni dei temi trattati nella magistrale pellicola americana.

 

 

 

E non avevano torto. Infatti, appena due anni prima, avevano già conosciuto due delle principali tematiche del film: il rapimento di esseri umani da parte di extraterrestri, e il sistematico affossamento della verità sui contatti fra l’Uomo e gli Alieni portato avanti delle autorità militari. Quella volta, standosene comodamente seduti sul sofà di casa propria. “Extra”, sceneggiato televisivo in due puntate, trattò avvenimenti fino allora sconosciuti ai più. Basandosi su fatti realmente accaduti.


Un misterioso sequestro di persona

L’11 ottobre 1973, Charles Hickson e Calvin Parker, due operai di Pascagoula, piccolo paese del Mississippi, denunciarono allo Sceriffo locale di essere stati rapiti da tre misteriose creature umanoidi, uscite da un disco volante posatosi a breve distanza dal fiume, presso il quale stavano pescando. Condotti all’interno del veicolo, i due erano stati brevemente esaminati con misteriose apparecchiature, per poi essere rimessi in libertà. Conoscendoli come persone serie e oneste, lo Sceriffo rimase colpito dal loro racconto. Subito dopo, si seppe che, nell’intervallo di tempo in cui i due dichiararono di essere stati sequestrati, strani fenomeni si erano verificati nei dintorni della cittadina.

Diversi testimoni dichiararono, infatti, di aver scorto luci in veloce transito nel cielo. Nello stesso tempo, televisori e autoveicoli si spensero misteriosamente per diversi minuti. La vicenda divenne presto di dominio pubblico; e i malcapitati protagonisti furono accusati di essere dei truffatori, in cerca di clamore mediatico. Al fine di difendere la propria reputazione, i due accettarono la proposta dello psicologo James Harder di essere interrogati sotto ipnosi; dato che, in quelle condizioni, sarebbe stato impossibile mentire. Le loro dichiarazioni furono considerate autentiche. Tuttavia, il noto ufologo Joseph Allen Hynek, dopo aver udito la registrazione dell’interrogatorio, non potè stabilire con certezza se i due operai fossero stati realmente rapiti dagli Alieni.

 

Fra cronaca e fiction
Nel nostro Paese, la cosa passò, all’epoca, piuttosto inosservata. Difatti, erano altri gli argomenti d’interesse per gli italiani: innanzitutto, la crisi energetica (con la conseguente “Austerity”), e la lotta politica armata. Vi fu, invece, chi trovò subito accattivante la questione; se non altro, per il proprio spiccato interesse per tutto ciò che era enigmatico e inquietante. Il regista Daniele D’Anza, che aveva già all’attivo sceneggiati per il piccolo schermo permeati di mistero e paranormale (come “Esp” e “Il Segno del Comando”), decise di trasporre la vicenda di Pascagoula in chiave televisiva. Tre anni più tardi, infatti, aiutato dal fido sceneggiatore Lucio Mandarà, realizzò la fiction in due puntate “Extra”. Che ospitò – fra l’altro – volti noti sia del piccolo che del grande schermo, come Giampiero Albertini, Vittorio Mezzogiorno e Ferruccio Amendola. Ma non si trattò di una semplice cronaca dei fatti.

Al fine di aumentare la “suspence” e l’interesse dei telespettatori, D’Anza introdusse personaggi e situazioni che non comparivano negli eventi reali. Agli effettivi protagonisti Hickson e Parker furono – infatti – affiancate due figure femminili di pura invenzione: Janet Hyers, giornalista presso il quotidiano locale, e sua sorella Diana. Quest’ultima, rincasando in auto alcune sere prima, vive un’inquietante esperienza: il motore si spegne improvvisamente, e un sibilo assordante le fa perdere i sensi. Tre ore dopo, si ritrova a notevole distanza, senza ricordare nulla di quanto avvenuto durante il tragitto.

 

Un mistero, fra depistaggi, intimidazioni e “Uomini in nero”
Dopo un’iniziale diffidenza verso quanto riferitole dalla sorella, Janet si convince che la vicenda potrebbe avere dei punti in comune con quanto avvenuto ai due operai. Di conseguenza, decide di indagare a fondo su quanto le autorità della vicina Base militare potrebbero sapere. Queste ultime, però, oppongono un silenzio totale sull’argomento; e consigliano più volte alla cronista di abbandonare ogni tipo di indagine. A questo autentico “Muro di gomma” si aggiunge un’inquietante personaggio – tale Jim Crane – che avvicina più volte Diana, intimandole di dimenticare quanto le era avvenuto. Altrimenti, avrebbe presto ricevuto la visita di enigmatici “Uomini in nero”; il cui scopo è impedire – a ogni costo – che si sappia la verità sui contatti fra gli extraterrestri e gli esseri umani.

Questi fantomatici personaggi, la cui reale esistenza non è mai stata effettivamente provata, sono diventati un consolidato luogo comune presso coloro che si interessano al fenomeno degli Ufo. Insieme al fatto che le Forze Armate di ogni Paese facciano di tutto per nascondere le prove oggettive del reale contatto con gli alieni. Per cui, non c’è da stupirsi se, a distanza di parecchi anni, queste tematiche furono riprese con successo da tre film statunitensi. Oltre alla pellicola di Spielberg – già citata – vanno, infatti, ricordati – “Men in Black” e “Men in Black 2”. Anche se, in questi ultimi titoli, il tema è trattato in termini molto più leggeri.

 

Approfondimenti
Per saperne di più
– E. Baldo, “Gli Ufo ci sono, o no?”, in “Stampa Sera”, 9 marzo 1976
– E. Ragone, “Fantascienza e televisione”, in “Grande Enciclopedia della Fantascienza”, vol. 7, Editoriale Del Drago, 1981
– G. Carbone, Leo Pasqua, “Dizionario della TV”, SugarCo Edizioni, 1992
– A. Mickovic, Marcello Rossi, Nicola Vianello, “Enciclopedia della Fantascienza in TV, Vol. 2 – Gli Anni ’70”, Fanucci, 2003

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