“Gli Sdraiati”, un film di Francesca Archibugi

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Adulti vs figli, generazioni disorientate

 

di Frédéric Pascali 


Si possono affrontare i temi del mondo degli adolescenti giostrando stereotipi, etichette e luoghi comuni in una storia orfana di complesse dietrologie e irte rincorse moraliste?
La commedia diretta da Francesca Archibugi non lascia dubbi in merito e risponde affermativamente alla questione senza che questo implichi forzatamente un passo avanti, uno scavallamento dell’immaginaria linea di demarcazione che l’omonimo romanzo di Michele Serra, a cui la storia si ispira e si riproduce, stabiliva nelle riflessioni interiori di una generazione di adulti spiazzati e fuori ruolo rispetto al presente dei loro figli.

La trama
La storia ha il suo focus nel rapporto tra Giorgio Selva, famoso giornalista Rai di mezza età, e Tito, figlio diciassettenne un po’ svagato costretto a dividere il suo menage familiare tra il padre e la madre, separatisi dopo la scoperta dei tradimenti di lui. Il ragazzo instaura con il genitore un rapporto alla pari e a tratti scostante, dividendo le giornate tra la scuola e la frequentazione di un gruppo di amici ancora più “sdraiati” di lui: “La banda dei froci”. L’adulto con cui lega di più è il nonno tassista, Pinin, che sembra l’unico in grado di comprenderlo. Quando un giorno entra in scena Alice, una coetanea di cui s’innamora, le cose cambiano.

Si scava ma si resta in superficie
“Gli Sdraiati” non tiene fede alle aspettative e i suoi 103 minuti passano via leggeri lasciando la sensazione che la sceneggiatura, della stessa Archibugi e di Francesco Piccolo, abbia fatto male i conti riguardo alla forza espressiva dei suoi passaggi chiave. Troppo debole la caratterizzazione dei personaggi e l’analisi dei rapporti e dei sentimenti dei protagonisti, afflosciati in una specie di insipido rollio borghese adolescenziale.

Tutto è affidato a delle scintille che, sfortunatamente, non riescono mai ad accendere il fuoco che il tema meriterebbe. Claudio Bisio conferma la sua versatilità e offre un’ottima prova nei panni del protagonista, “Giorgio”, mentre non convince del tutto l’altro interprete principale, Gaddo Bacchini,”Tito”, a tratti sembrato eccessivamente prigioniero di una griglia recitativa con poche variazioni. Molto brava ed efficace si è dimostrata invece Antonia Truppo, “Rosalba”, così come particolarmente a suo agio nel ruolo è sembrato Cochi Ponzoni, “Pinin”, solo un cammeo per la sempre talentuosa Sandra Ceccarelli, “Livia”. A tema e coinvolgenti le musiche di Battista Lena come la bella fotografia di Chicca Ungaro.

Approfondimenti
Scheda del film
Regia: Francesca Archibugi.
Sceneggiatura: Francesca Piccolo e Francesca Archibugi.
Fotografia: Chicca Ungaro.
Musica: Battista Lena
Interpreti principali: Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Antonia Truppo, Barbara Ronchi, Sandra Ceccarelli, Giancarlo Dettori, Donatella Finocchiaro.

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