“Ho il Tuo Numero” di Sophie Kinsella – Recensione

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“Un clichè femminile di bassa levatura e decisamente antiquato”

di Barbara Saccagno 

Un feuilleton rosa senza particolari colpi di scena che corre piatto e lineare sino al finale scontato.“Se un libro, o un e-book, ti viene regalato devi leggerlo”, una regola per me imprescindibile anche quando non ne varrebbe francamente la pena, come in questo caso.

Mi sono sempre domandata il motivo del successo di Sophie Kinsella e dopo aver letto questo libro rimango ancora con l’interrogativo aperto, forse perché non impegna la mente?
Ai posteri l’ardua sentenza.

Immaginavo si trattasse di una trama da cliché sul modello dei sempreverdi Liala o Harmony, veri must per le casalinghe fra gli anni Cinquanta e inizio degli Ottanta del secolo scorso. Spesso in omaggio con le riviste femminili di cucito e ricamo, facevano palpitare i cuori delle signore mescolando al mieloso happy end dettagli pseudo erotici per scaldare le passioni sopite fra faccende domestiche e vite piatte delle italiche desperate housewieves.

In “Ho il tuo numero” non c’è nulla di tutto questo. Le passioni travolgenti lasciano tristemente il passo al catalogo on line di Amazon, talmente tanti sono gli inserimenti promozionali che dovrebbero indicare nel retro copertina la dicitura “nel testo sono presenti inserimenti di prodotti a fini commerciali”. Lo spessore dei personaggi si misura in denaro sonante e non in carattere o personalità.

Che dire della protagonista?
Un cliché femminile di bassa levatura e decisamente antiquato. Per la piccola massaggiatrice l’unica cosa che conta sono le “valute” non i valori, l’amore vince sempre purchè sia a 6 zeri. Sposarsi scalando in classifica le colleghe è fondamentale, se poi si tratta di un famoso professore spesso in tv o di un mega manager è sempre una bella vincita per la giovane Poppy Wyatt. La felicità passa dai piani alti. La paladina del romanzo deve combattere contro ricchi parrucconi snob che fanno della cultura il centro della loro vita, una vera noia per Poppy, e perfide ed invidiose femmine che cercano di fregarle con ogni bieco mezzo le sue fortune. Il suo unico e prezioso alleato è il cellulare, strumento con il quale ha un rapporto simbiotico che le impedisce di vivere senza; lì è racchiuso il centro del suo sterile mondo. L’appendice telefonica della sua insicurezza sarà la scarpetta di Cenerentola per la belloccia Poppy.

Un fiume piatto e lento che non rivela mai soprese o cambiamenti davvero repentini di direzione verso qualcosa di più appetibile.
La trama si impantana nei XXX a pioggia che riempiono le pagine: la rivincita della svampita Miss Wyatt che riuscirà addirittura a corrompere lo stile rigido e compassato del granitico uomo d’affari che dal loro incontro, legato ad un telefono rubato per caso, non potrà più fare a meno dei XXX per conquistarla. Figuriamoci se potesse mai mancare in un romanzo rosa un happy end che fa trionfare l’eroina grazie ad un uomo da amare. Il ricco futuro marito viene piantato sull’altare, con la gioia del medesimo per il pericolo scampato, per buttarsi di corsa nelle braccia dell’altro, l’uomo d’affari tutto d’un pezzo che si è trasformato in un bambinone per lei.

Ma non dovevamo esserci emancipate dalla bieca immagine del principe azzurro che salva la principessa intrappolata nel castello da un cattivo che le nega la felicità coniugale?!

Da un altro punto di vista è uno spaccato sociale della donna nel contemporaneo, ma la fotografia che ne esce non è per nulla rosea né positiva, per fortuna c’è sempre la speranza che prima o poi si possa finalmente cambiare in meglio…
– S. Kinsella, “Ho il tuo Numero”, Mondadori, 2011.

 

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