Il mistero della morte di Pio XI


Dal diario
della Petacci
il sospetto dell’omicidio


di Sara Foti Sciavaliere

Papa Pio XI – al secolo Achille Ratti – morì all’alba del 10 febbraio 1939 ufficialmente per un attacco di cuore, ma un’ombra di mistero aleggiava sul quel decesso improvviso. Ora un buco di alcune pagine nell’agenda di Claretta Petacci, amante del Duce, riaccende i sospetti sulla morte del pontefice e sulla responsabilità del medico del Santo Padre, Francesco Saverio Petacci, padre di Claretta. È la scoperta pubblicata sul settimanale “Sette” del 18 maggio 2012.

Quella di Pio XI fu una morte naturale o un assassinio? È l’interrogativo che pone la scoperta di alcune pagine strappate dal diario della Petacci. In realtà il sospetto serpeggiò fin da subito, quando all’alba del 10 febbraio 1939 Achille Ratti si spense all’improvviso. Neanche il fatto che fosse un 82enne cardiopatico metteva a tacere i sospetti di alcuni. La morte lo aveva colto proprio il giorno prima del quale avrebbe dovuto pronunciare un discorso per il decennale del Concordato. Si sussurrava che il quel discorso il Santo Pontefice avrebbe condannato le dittature nazista e fascista, dove le accese polemiche sulle leggi razziali. La scomparsa di Ratti – che stava lavorando anche ad un’enciclica contro l’antisemitismo – fu dunque provvidenziale per entrambi i regimi. Si può parlare allora di legittimo sospetto? O si tratta solo di coincidenze?

Nelle pagine perdute forse la verità su Pio XI

Nel 1972 il cardinale Eugène Tisserant – in un memoriale a lui attribuito – avrebbe affermato riguardo alla morte di Pio XI che il papa era stata vittima di un assassinio e fautore del decesso – o almeno lo favorì – sarebbe stato il medico personale del pontefice Francesco Saverio Petacci, padre dell’amante di Mussolini, Claretta. E si sperava di poter far luce sui fatti di quei giorni grazie a diari della stessa donna, una volta desecretati dall’Archivio centrale dello Stato. Invece sulla faccenda si allungano nuove ombre, poiché dall’agenda 1939 qualcuno ha eliminato proprio le pagine di quei giorni di febbraio. Si tratterebbe di un buco di una settimana, dal 5 al 12 febbraio.

L’assenza delle pagine sarebbe testimoniata dal fatto che, seppure Claretta non aggiornasse il suo diario quotidianamente, quando scriveva tuttavia non la lasciava mai in sospeso il racconto della giornata. Invece il foglio del 5 febbraio lascia la frase in sospeso.

«Legge i biglietti e si inquieta per una cosa che segna. Poi dice:questi sanno […]»

Riprende poi il 12 febbraio, come se nulla fosse. Con Mussolini che le telefona parlando della salma del papa che vuole andare ad omaggiare a San Pietro. Dai diari si evince che il duce parla di tutto con l’amante, anche di delicati problemi politici, e Claretta riporta fedelmente, quasi con precisione maniacale, ogni frase dell’uomo. Eppure del giorno della morte del pontefice non c’è traccia. Nei suoi diari non si fa accenno alla vicenda, che avrebbe dovuto avere al contrario grande eco nella sua quotidianità. Non solo per il sospetto sul suo amante, ma soprattutto per la vicinanza di suo padre al pontefice.

Al mistero irrisolto della morte di Pio XI, si aggiunge anche l’oscura mano che ha eliminato le pagine del diario di Claretta Petacci che forse avrebbe potuto rivelare una verità ancora oggi insabbiata.

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