“Il principe delle tenebre” di Ornella Albanese

 

 “Amate me e la mia arte.
Pochissimi uomini sarebbero disposti a farlo”

 

di Dora Foti Sciavaliere 

 

Ornella Albanese, nota penna romance italiana è stata l’autrice de “Il principe delle tenebre” per l’Antologia Mondadori “Il falco e la rosa” (2012). Invece della solita recensione letteraria, da illustratrice, propongo attraverso il mio sguardo interpretazione figurativa di un estratto del racconto.

“Il falco e la rosa” è stato il n.1000 della collana I Romanzi – Classic, un’antologia che riuniva le più note firme del romanzo made in Italy che pubblicava per Mondadori. La raccolta è un affresco di amori e passioni, attraverso i secoli, all’ombra di un maestoso palazzo di Firenze, custode di segreti e misteri, mentre il medaglione di una schiava passa di sposa in sposa, pegno di amori tormentati ma sempre vittoriosi.

Tra le sette opere, che si presentano come i capitoli di un’avvincente saga, quello di Ornella Albanese, “Il principe delle tenebre”, ambientato nella Firenze del 1523.
Celeste Martini, contro le convenzioni dell’epoca, riesce, seppure con fatica, ad accedere alla bottega di Andrea del Sarto per affinare sotto la guida del maestro il suo talento per la pittura. “Ce l’aveva fatta. Era una donna, e avrebbe dipinto alla pari con gli uomini che frequentavano la bottega del maestro.

Nei panni di un giovane apprendista e con il nome di Arduino, Celeste viene proposta dal suo maestro presso il palazzo dei Monfalco per eseguire il ritratto del nobile e tenebroso Alessandro di Monfalco, che però riconosce presto il travestimento della giovane artista. Un primo incontro tra i due non era già stato amichevole, cosa potrà succedere da lì in avanti?

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