Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari

Un percorso per conoscere il mondo artistico del pittore piemontese 

di Barbara Saccagno 

Tre sedi storiche per una grande mostra monografica dedicata a Gaudenzio Ferrari, uomo e artista rinascimentale che ha reso immortali i luoghi e i volti delle valli del Sesia con l’armoniosa grazia delle sue figure e la delicatezza poetica nell’uso del colore.

Il “Rinascimento di Gaudenzio” si articola lungo la direttrice viaria che dai monti porta alla piana del Sesia, coinvolgendo tre importanti città del Piemonte Orientale: Varallo, Vercelli e Novara. In questa valle il Ferrari nacque alla fine del XV secolo e si formò lasciando imperitura memoria ai posteri.

La mostra è un’occasione imperdibile per conoscere, ed approfondire, l’evoluzione tecnico stilistica dell’artista; un percorso articolato, un vero e proprio compendio in ordine cronologico, che permette al visitatore di osservare e confrontare da vicino le sue più importanti opere. Una passeggiata nel tempo che sfonda le dimensioni rigide e chiuse delle prestigiose sedi espositive per intrecciarsi con le tre città coprotagoniste. Sono stati creati, per chi ha voglia di esplorare a tutto tondo il linguaggio stilistico del Ferrari, dei percorsi tematici ad hoc (itinerari gaudenziani) per scoprire le opere ancora in situ del maestro.

Un’esperienza a tutto tondo e ad alto impatto che crea un continuum spazio temporale narrativo ad ampio spettro sulla cultura storico artistica della Valsesia e sulla multiforme creatività dei “Grandi” del Rinascimento italiano.

Due parole su Gaudenzio Ferrari
Fu coetaneo di costui Gaudenzio Milanese pittore eccellentissimo, pratico et espedito, che a fresco fece per Milano molte opere, e particularmente a’ frati della Passione un Cenacolo bellissimo, che per la morte sua rimase imperfetto. Lavorò ancora ad olio eccellentemente, e di suo sono assai opere a Vercelli et a Veralla molto stimate da chi le possiede.” (“Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori, da Cimabue insino a’ tempi nostri”, Giorgio Vasari, parte terza, “Vita di Giovan Francesco detto il Fattore Fiorentino e di Pellegrino da Modana pittori”)

Le notizie su di lui sono scarne, anche il Vasari gli dedica una stringata citazione,eppure Gaudenzio è uno dei grandi maestri rinascimentali piemontesi, e non solo;è stato un viaggiatore che ha conosciuto i “giganti” del suo tempo, un uomo zelante che ha lavorato intensamente per tutta la vita stando sempre al passo con i tempi.

Nacque intorno al 1480 a Valduggia, comune della Valsesia non lontano da Varallo Sesia dove il suo nome, e la sua maestria si legarono indissolubilmente alla “fabrica” del Sacro Monte, uno dei più famosi del Piemonte, ed alla straordinaria parete gaudenziana affrescata nell’interno della chiesa francescana di Santa Maria delle Grazie;un’opera, questa, di iconografia narrativa ricca di sentimento verace e di misticismo. In occasione della mostra la parete, che narra episodi della parabola di Cristo in terra, è eccezionalmente osservabile da un punto di vista privilegiato ed inusuale, grazie ad un ponteggio allestito per l’evento, un viaggio che “val bene una messa”, come disse Enrico IV di Navarra per la corona di Francia.

L’artista, però, non si limitò a muoversi nella sua valle, fu uomo di mondo, uno spirito vivace, che viaggiò nella nostra penisola per incontrare famosi artisti e conoscere l’arte sua contemporanea. Lavorò spostandosi fra Italia Settentrionale e Svizzera, aprì una frequentatissima bottega, crebbe mettendosi sempre in gioco sino alla fine,seppe seguire i gusti pittorici e le nuove stilistiche rinnovandosi sulla scia del cambiamento, dalla soave leggerezza rinascimentale ai nuovi diktat che preludono il periodo di rinnovamento voluto poi dalla Controriforma.

Le tre età gaudenziane
La mostra si suddivide seguendo la vita artistica, ed umana, di Gaudenzio: dalla sua giovinezza, “la meglio gioventù” al Palazzo dei Musei di Varallo, questa sezione è il punto focale di tutto il progetto, un allestimento ricco di pathos che immerge il visitatore nella dolcezza lieve e delicata dei volti umani dipinti con uno stile personale, unico e riconoscibile che incanta nei colori morbidi; all’età matura, “quella che chiamano maturità” all’Arca di Vercelli, la passionalità si enfatizza, l’emotività diventa più pulsante, le forme si evolvono, i colori si fanno più carichi, i venti stanno cambiando e Gaudenzio si mostra capace di assecondare i gusti dei suoi committenti; ed infine la vecchiaia, in scena al Broletto di Novara gli ultimi dieci anni della sua vita, le dimensioni delle tele si ingrandiscono e le scene di complicano arzigogolandosi nella teatralità patetica che diventerà tratto distintivo del successivo Barocco, sebbene sul viale del tramonto l’artista si mantiene attivo, pronto ad attraversare un’ulteriore fase stilistica pienamente rispondente al Kunstwollen che vedeva il Rinascimento lasciare il posto al più “stravagante” Manierismo.

Un’evoluzione professionale che è unita sotto il denominatore inconfondibile dello stile personalissimo di Gaudenzio, con le sue linee morbide, la dolcezza degli sguardi, la leggerezza delle movenze accompagnate dalla luce delle cromie.

Sulle orme di Gaudenzio, Varallo, Vercelli, Novara
“Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari” è un vero e proprio viaggio, anche fisico nel raggiungere le tre distanti sedi distaccate. È un percorso che conduce i visitatori nel mondo artistico di Gaudenzio, complesso, delicato e fortemente legato alle proprie radici. Le sue opere, i suoi meravigliosi disegni preparatori,trasportano, trasformandolo in soavi immagini, il Dna valsesiano, i luoghi a lui cari, i volti dei valligiani, alla dimensione dell’eterno, cristallizzandoli in un delicato, e al contempo potente, messaggio universale. Sulle tele esposte si legge il passato e, quasi per incanto, passeggiando per le strade delle città ospitanti alla ricerca di Gaudenzio si ritrovano quegli scorci ambientali e quelle espressioni tipicamente montane ancora vivide e reali nella nostra contemporaneità.

Questa mostra, oltre alla ricchezza delle opere esposte, ha un asso nella manica vincente: la connessione fra l’esposizione vera e propria e gli itinerari cittadini, ed extra urbani in piccole località di provincia, sulle tracce dell’arte di Gaudenzio Ferrari. Ogni visitatore può liberamente scegliere di amplificare gli spazi in un viaggio esperienziale sul territorio valsesiano, dove le opere dell’artista dialogano con le architetture e la grande storia senza diaframmi. Un fil rouge che diventa una piacevole occasione per scoprire il Piemonte Orientale, ma anche, per i cittadini, di riscoprire da turista i propri luoghi in un’altra ottica.

Approfondimenti
“Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari”
Varallo – Vercelli – Novara
24 Marzo – 01 Luglio 2018
fino 16 Settembre 2018 (a Varallo)
Mostra a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa

Luoghi Gaudenziani
Santa Maria delle Grazie, Sacro Monte, Cappella della Madonna di Loreto, a Varallo; Chiesa di San Cristoforo, Chiesa S. Agnese, Chiesa S. Giuliano, Chiesa SS Tommaso e Teonesto, Museo Borgogna a Vercelli; Basilica di San Gaudenzio a Novara; Chiesa San Gaudenzio Baceno, Collegiata SS. Pietro e Paolo Borgosesia, Santuario della Pietà Cannobio, Parrocchiale di Cerano, Oratorio della Madonna di Loreto a Massino Visconti, Chiesa della Trinità di Momo, Parrocchiale di Quarona.

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“Il Romanzo di Gaudenzio” di Norberto Julini – Recensione di Barbara Saccagno, in Ripensandoci.com, in 14 aprile 2018

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