“Il sigillo degli Acquaviva” di Ornella Albanese – Illustrazione

Il sigillo degli Acquaviva_ cover maggio-web

 

 «Aveva osservato la donna e l’artista, e le aveva amate entrambe. Da lontano»

 

di Dora Foti Sciavaliere 

 

Una nuova pubblicazione di Ornella Albanese, che è tornata nelle libreria, il 13 aprile, con un romanzo storico “Il sigillo degli Acquiaviva”, riportando sulle sue pagine un personaggio che i lettori avevano già conosciuto nei due romanzi storici precedenti, L’anello di ferro e L’oscuro mosaico. Mi riferisco a Yusuf Hanifa, un medico guerriero saraceno che in quest’ultima opera dell’Albanese diventa protagonista, dopo aver affascinato i lettori nei panni di personaggio collaterale, che però è impossibile tenere realmente ai margini. Nella mia rubrica propongo un estratto dell’opera in chiave illustrata, per dare forma alle parole e all’immaginazione, secondo il mio punto di vista. 

“Il sigillo degli Acquaviva” (Leone Editore) è il terzo di una sorta di trilogia, della quale ogni romanzo è autoconclusivo, attraversando un po’ tutta l’Italia meridionale medievale con tutto il suo bagaglio di Storia. Questo romanzo è ambientato tra Hydruntum (l’antica Otranto, nel Sud della Puglia) e i castelli del Gran Sasso in Abruzzo.

Le vicende prendono il via nell’anno 1165, presso la cattedrale di Otranto, dove si tiene la cerimonia per il completamento del mosaico di Pantaleone da Casole. Secondo la tradizione spetta all’operaio più giovane inserire l’ultima tessera, ma quel mosaicista è in realtà una donna: Sara dei Sassi, nascosta sotto abiti maschili. Un saraceno dal passato oscuro, Yusuf Hanifa, uomo di scienza e temibile guerriero, aspetta che lei ponga l’ultima tessera e, finalmente, torni a essere donna per lui. Il destino, però, è in agguato e separa le loro strade.

Sara torna al castello di suo padre sul Gran Sasso, dove si troverà nella fortezza degli Acquaviva, qui ambizione e spregiudicatezza tessono trame ingannevoli e la verità è sempre difficile da rintracciare sotto le apparenze, ma l’arrivo di Yusuf Hanifa creerà scompiglio. Grazie al suo valore e alla sua acutezza, il guerriero saraceno svelerà ogni cospirazione, ricomponendo un oscuro mosaico che mostrerà l’intera trama.

Sara è una donna controcorrente, capace di realizzare ciò che vuole, e Yusuf  un uomo che con la sua fermezza, anche davanti alle ingiustizie, riesce a venirne fuori integro e fiero, proprio come quel leone impresso sulle insegne degli Acquaviva. Per scoprire quale sia il legame tra un guerriero proveniente dal deserto e un’antica casata europea, bisogna leggere “Il sigillo degli Acquaviva” di Ornella Albanese.

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