“In risaia” di Marchesa Colombi – Segnalazione

Dalla collana Scrittrici di fower-ed

di Redazione 

È uscito ieri, 17 gennaio, il primo libro made in flower-ed edizione 2020, riprendendo le fila delle loro pubblicazioni all’interno della tradizione letteraria femminile italiana e proponendo così uno dei romanzi più importanti della Marchesa Colombi.

La trama
Secondo la tradizione contadina della pianura novarese, una giovane in età da marito che voglia essere corteggiata deve esibire sul capo una preziosa corona di spilloni d’argento. Ben salda negli usi della sua gente e sognando un matrimonio con il giovane di cui è innamorata, la bella Nanna Lavatelli non ha altra scelta che lasciare il cascinale in cui vive con la sua povera famiglia e andare a lavorare nelle risaie per guadagnarsi il denaro necessario per l’acquisto dell’argento.

Ma quella pianura avvolta in un vapore grigio e pesante, il lavoro di zappatura del fondo e poi di mondatura del riso, l’acqua stagnante che le arriva fin sopra le ginocchia, le lunghe ore china su quelle esalazioni fetide con le sanguisughe attaccate alle gambe fanno ammalare gravemente la giovane sventurata. La vicenda prende una china tragica, in cui a tutti i piani d’amore e felicità subentrano sentimenti di cattiveria e vendetta; eppure il desiderio e la speranza restano vivi, portando la storia a una conclusione inaspettata.

L’autrice – Marchesa Colombi
Marchesa Colombi sarà lo pseudonimo letterario con cui Maria Antonietta Torriani firma le sue collaborazioni a giornali e riviste, come opinionista, “esperta di moda e buone maniere”, con la vocazione alla critica e satira di costume. Tale pseudonimo è tratto da La Satira e Parini , commedia di P. Ferrari ( 1858), nella quale “ i marchesi Colombi” sono personaggi quanto mai “futili e viziosi”. L’accento ironico di questo pseudonimo, usato all’inizio quasi per gioco, la contraddistinguerà, diventando il nome d’arte di una giornalista e scrittrice di discreto successo.

Maria Antonietta Torriani nasce, secondogenita, a Novara, il 1° gennaio 1840, da Luigi Torriani, orologiaio, e da Carolina Imperatori, maestra elementare. Rimasta vedova, la madre si risposa. In seguito alla morte del patrigno, grazie a un piccolo lascito, rifiuta di rimanere in casa ad accudire al fratellastro sia qualsiasi matrimonio di convenienza epreferisce chiudersi in convento, dove prende il diploma di istitutrice. Si trasferirà quindi a Milano nel 1868, dove collabora e diventa amica di Anna Maria Mozzoni, la femminista che costituisce un riferimento essenziale per il movimento femminile del Risorgimento italiano e che lotta anche contro la discriminazione salariale tra i sessi e per il diritto di voto alle donne.

Sposa nel 1875 Eugenio Torelli Viollier, redattore e direttore responsabile di due periodici Sonzogno, con il quale collaborava da diversi anni. Nel 1876 fondano insieme il Corriere della Sera, di cui Torelli Viollier diverrà il primo direttore. Il matrimonio finirà dopo vent’anni. Dopo la separazione e il suicidio di una giovane nipote che viveva con loro e a cui era molto legata, Maria Antonietta si trasferisce, verso il 1900, a Torino; si ritira dalla scena mondana per godere la “quiete”, la compagnia di amici, i viaggi con l’amica fedele Giovanna Macchi, insegnante in pensione. Fonderà con delle amiche l’Ufficio di indicazione e di accoglienza per le persone bisognose e durante la prima guerra mondiale un atelier per provvedere i soldati di calze, maglie e scalda-ranci. Muore nel 1920. È sepolta a Cumiana (TO).

– Marchesa Colombi, “Tempesta e bonaccia. Romanzo senza eroi”, coll. Scrittrici, vol. 1, flower-ed 2019

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