Semplice eleganza
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Scritto da Sara Foti Sciavaliere "Ripensandoci" (anno IV, n. 2, feb. 2011) Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Cultura

 

Una miniserie che racconta
il coraggio di una donna
nella Genova di fine Ottocento

di Sara Foti Sciavaliere

In sette puntate, dal 9 gennaio al 10 febbraio, su Rai1 alle 21.10, è andata in onda
la fiction “Rossella”, con Gabriella Pession, Giuseppe Zeno e Danilo Brugia.
In una Genova di fine Ottocento, viene proposto un affresco della società d’epoca che si mescola all’approfondimento dei personaggi, che si svelano si rivelano gradualmente nel corso delle puntate. È la Genova del 1896, sullo sfondo di un’Italia preda di tensioni e tumulti, con una borghesia che cerca conservare con ogni mezzo i suoi privilegi appena conquistati, e una classe operaia che preme per diritti e condizioni di vita più umane.

In questo quadro storico si inserisce la vicenda della protagonista, Rossella, figlia di un grande industriale, cresciuta nel lusso di una delle tante famiglie borghesi che hanno assorbito atteggiamenti e pensiero propri dell’aristocrazia. È questa una realtà che ignora ed emargina la donna, esclusa dalla partecipazione politica, impossibilitata a scegliere per sé, con il solo scopo di un matrimonio imposto dalla famiglia. Rossella è uno spirito libero e vuole che le sia riconosciuto quello che le sembra un diritto naturale: scegliersi la sua vita, viverla seguendo il suo cuore e le sue inclinazioni.

 

Trama

 

Rossella Andrei (Gabriella Pession), giovane figlia di Pietro Andrei (Fabio Sartor)- un imprenditore genovese titolare di un’azienda meccanica -, si invaghisce di un giornalista squattrinato e ambizioso, Giuliano Sallustio (Giuseppe Zeno). La ragazza viene chiesta in moglie dal rampollo di una famiglia tedesca ma lei fugge con l’uomo di cui è innamorata e il padre la ripudia.
Giuliano parte per l’Africa in cerca di successo come giornalista senza che Rossella gli riveli la sua gravidanza. La giovane si ritrova sola poiché l’amico, il conte Riccardo Valeri (Danilo Brugia), che ha lasciato la moglie Sophie (Francesca Cavallin), si trasferisce in Francia per proseguire le sue ricerche mediche. Rossella arriverà così a conoscere perfino la povertà, ma farà di tutto per far nascere suo figlio.
Questa giovane caparbia riesce a superare il momento di difficoltà grazie alla madre Olimpia (Monica Guerritore) e a Riccardo, che l’aiuta nel parto e le trasmette la passione per la medicina e la spinge - oltre che a studiare - ad allestire un ambulatorio per i poveri nella sua villa.
Intanto, Sophie, per quanto il suo matrimonio sia terminato, è egualmente molto gelosa di Rossella. Giuliano torna a Genova ma è molto cambiato. Nel riavvicinarsi alla moglie Olimpia, Pietro Andrei  lascia a Giuliano la direzione della sua società, nonostante Rossella sia contraria.
Riccardo, che nel frattempo era rientrato a Parigi, trova nella città ligure e trova Rossella  sanguinante e piangente dopo essere stata malmenata da Giuliano. Il conte Valeri convince allora la donna a lasciare il marito e a scappare insieme a lui e alla piccola Angelica, ma Giuliano a denuncia i due che vengono così ricercati. Le indagini sembrano un vicolo cieco e il giornalista, ormai deciso a vendicarsi, chiede aiuto a Sophie che permetterà ai carabinieri di rintracciare i fuggiaschi: Riccardo viene ferito gravemente, la piccola Angelica sarà restituita al padre, mentre Rossella viene arrestata e messa sotto processo, accusata di adulterio e abbandono del tetto coniugale.
Cesare Andrei (Toni Bertorelli), zio di Rossella e Procuratore del Re, da sempre innamorato e respinto dalla moglie del fratello, contribuisce alla condanna della nipote che dovrà scontare reclusa in un monastero. In un raptus però uccide Olimpia e i sensi di colpa e le preghiere di intercessioni del fratello lo induco a rimediare alla triste sorte della ragazza. Lasciatasi alle spalle la prigionia conventuale, Rossella può riabbracciare il padre, ma dovrà far fronte con una serie di fatti la colpiscono duramente, facendo vacillare la sua forza d’animo: innanzitutto, dovrà fare i conti con l’odio della figlia che affidata alla sorella Paolina si è lasciata convincere di essere stata abbandonata dalle madre; in più, sembra che Riccardo le abbia dato l’addio definitivo, partendo per Parigi con Sophie incinta. In realtà, il bambino di cui è in attesa la donna è di Giuliano del quale è diventata nel frattempo amante, ma alla notizia della gravidanza il giornalista si rifiuta di accettare quella paternità. Allora, Riccardo che è costretto ad abbandonare Genova per un accordo fatto con Giuliano – affinché l’uomo ritiri la denuncia nei confronti di Rossella – decide di portare con sé Sophie, pur senza conoscere l’identità dell’amante della moglie, per il quale lei sembra ormai provare solo disprezzo.
Rossella si abbandona a sé stessa, incapace di reagire alle difficoltà emotive che l’assalgono. Una notte però crede di parlare la defunta madre e si sente incoraggiata dalle sue parole. Con nuovo vigore decide di riprendere le redini della propria vita e parti per Parigi: vuole incontrae Riccardo per avere un chiarimento sulla sua condotta. Alla facoltà di medicina, dove il conte Valeri è docente e ricercatore, i due si ritrovano e ricongiungono i loro destini. Intanto, Sophie decide di tornare a Genova, mentre Giuliano, che credeva di arricchirsi dalla guerra tra Italia ed Etiopia, vendendo armi, si ritrova a perdere gran parte dei suoi investimenti, ciò che gli rimane è solo la redazione del giornale che ha acquisito e mediante alla quale riesce a manipolare molto notizie a proprio vantaggio e a danno dei suoi detrattori. Il momento di crisi finanziaria sembra però ammorbidirlo e cerca un riavvicinamento con Sophie e il loro bambino. Una nuova sventura però si abbatte sulla vita di Rossella, rimescolando le sorti di tutti i personaggi: un telegramma raggiunge Rossella a Parigi avvisandola che la figlia si è ammalata di difterite. La donna ritorna immediatamente a Genova, mentre Riccardo si impegna senza sosta nel laboratorio universitario per portare a termine la sperimentazione su un farmaco antidifterico. Rossella riesce inaspettatamente a ottenere l’appoggio di Giuliano per somministrare il medicinale che il conte Valeri riesce a ultimare, guarendo così la piccola Angelica. Quanto accaduto a loro figlia e forse la segreta nuova paternità serva aver convertito il cinismo di Giuliano che la informa della sua decisone di renderla una donna libera. A Rossella non resta che aspettare il ritorno del suo Riccardo per poter ripartire per la Francia con lui e la bambina, ma il destino sferra un altro tiro mancino: Sophie rivela a Giuliano di avere in mano una lettera in cui De Roberti, poco prima del suo omicidio, accusava proprio Giuliano di voler attentare alla sua vita. La donna minaccia l’amante di rendere pubblica la lettera, tuttavia la passione tra i due sembra più forte dei sospetti e delle recriminazioni. La redenzione di Giuliano è però sono superficiale e, per nascondere il proprio crimine, si macchia di un altro delitto, uccidendo Sophie. A causa di coincidenze ed equivoci, dell’omicidio sarà però accusato Riccardo. Rossella è convinta dell’innocenza del conte ed è risoluta nel trovare le prove che lo discolpino. La sua perseveranza viene premiata e, grazie alla testimonianza di un vagabondo, Riccardo viene scagionato e Giuliano arrestato.
Nel futuro di Rossella c’è una nuova famiglia insieme a Riccardo e a sua figlia Angelica, alla quale si aggiunge anche il bimbo di Sophie, che non hanno cuore di abbandonare al suo destino già così crudele.

 

La scalata femminile all’autodeterminazione


In questa fiction emerge un mosaico dell’universo femminile in una società con usanze e costrizioni che imbrigliano le vite di tutti i protagonisti. Su tutti spicca certamente Rossella, la protagonista, dapprima ragazzina testarda e poi donna sempre più consapevole,
capace di trasformare l’impeto di ribellione adolescenziale, che l’ha indotta a scelte sbagliate pagate duramente, a una reale presa di coscienza. Si fa in tal modo portavoce del mondo femminile della sua epoca, messo tra parentesi dalla società del tempo, invisibile e considerato quasi “naturalmente” marginale, basta pensare che nessuno Stato europeo, a fine Ottocento, concedeva alle donne il diritto di votare. L’attrice Gabriella Pession rappresenta dunque l’evoluzione di un personaggio che si dimostra forte, anticonformista e coraggioso, che sfida le convenzioni del suo tempo per affermare la sua individualità di donna e il suo diritto d essere artefice della propria esistenza.
Il primo a prendere la parola è stato proprio Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction, durante la conferenza stampa di presentazione della serie, ha dichiarato:
«Questa fiction è una specie di romanzo popolare con connotati sociali, che ha ancora forti valenze attuali. É la mia idea di fiction come servizio pubblico, che sia in grado di offrire storie che abbiano ricadute nell’attualità. Oggi siamo abituati a vedere donne nella politica, nella magistratura, ma da quanto tempo queste conquiste fanno parte della nostra società? Le donne hanno iniziato a votare solo nel 1946. Cinquant’anni prima, nel periodo di Rossella, la società era completamente diversa, tutta al maschile».
Teresa Saponangelo, che interpreta Paolina, la sorella di Rossella, così ha parlato del suo personaggio: «Lei è la donna che non si è evoluta, che resta nel rispetto della tradizione: il massimo obiettivo a cui può aspirare è il matrimonio».
Francesca Cavallin invece dà il volto a Sophie, quasi antagonista di Rossella nella storia.
«É un personaggio controverso. - ha spiegato l’attrice - In realtà non è una vera e propria “cattiva”, ma la definirei più una femme fatale autolesionista. Una donna che porta con sé il retaggio dei vecchi schemi della donna sottomessa, ma che poi li affronta con un atteggiamento disinvolto, anche dal punto di vista sessuale: e un po’ il capro espiatorio per l’emancipazione di altre donne. Un personaggio molto contraddittorio, ma soprattutto malato d’amore. É stato per me un segno del destino averlo interpretato, visto che avevo scritto una tesi di laurea proprio sulla figura della “femme fatale”. Nell’interpretare Sophie ho messo molto di quel mio lavoro».

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