“La Ballata di Mulan”



di Anonimo

articolo

 

 

[…]

Mulan sull’uscio tesseva al telaio,

non sentì il rumore della spoletta,

sentì solo il sospirare della ragazza.

A chi pensava,

cosa la tormentava?

«Non penso a nessuno,

nulla mi tormenta,

ieri notte ho visto le insegne,

il Khan arruolava le truppe,

hanno dodici rotoli di nomi di soldati,

in ogni rotolo, il nome di mio padre.

Egli non ha un figlio adulto,

Mulan non ha fratelli maggiori,

voglio al mercato comprare sella e cavallo,

con cui mettermi in marcia al posto di mio padre.»

 

Al mercato dell’Est comprò un fiero cavallo,

al mercato dell’Ovest comprò una sella,

al mercato del Sud comprò le briglie,

al mercato del Nord comprò una lunga frusta.

All’alba salutò padre e madre,

al tramonto dormì al Fiume Giallo.

Non sentiva le voci dei genitori che la chiamavano,

solo sentiva il pianto del corso del fiume, jen jen.

All’alba salutò il Fiume Giallo,

al tramonto dormi sui Monti Neri. 

Non sentiva le voci dei genitori che la chiamavano,

solo sentiva il pianto dei cavalli sul Monte Yan, chiu chiu.

L’esercito in guerra percorse grandi distanze,

e superò come in volo i passi montani.

Il vento del Nord trasportava clangore di armi,

la luce fredda invernale si rifletteva sulle ferree armature.

Generali morirono in cento battaglie,

valorosi soldati tornarono a casa dopo dieci anni.

Al suo ritorno vide il Figlio del Cielo,

il Figlio del Cielo che risiedeva nel Palazzo Splendente.

Rifiutò promozioni di dodicesimo grado,

premi da oltre centomila,

alla domanda del Khan espresse il suo desiderio:

«A Mulan non serve una carica ufficiale,

vorrebbe una cavalcatura veloce,

per tornare presto alla sua casa.» 

Il padre e la madre, udito il ritorno della figlia,

uscirono dalla valle sostenendosi a vicenda.

La sorella minore, udito il ritorno della sorella,

la attese ornata di rosso sulla porta di casa.

Il fratello minore, udito il ritorno della sorella,

affilò il coltello e uccise maiali e capre.

«Apro la porta della mia camera orientale,

riposo sul letto della mia camera occidentale.

Mi tolgo la divisa del tempo della guerra,

riprendo le vecchie sembianze.

Alla finestra acconcio i capelli,

davanti allo specchio mi cospargo della polvere del fiore giallo.

Esco dalla porta, vedo i miei vecchi compagni che sussultano sorpresi.»

«Con noi ha passato dodici anni,

non sapevamo che Mulan fosse una donna.»

Le zampe della lepre maschio saltano veloci,

gli occhi della lepre femmina sono confusi e turbati.

Se due lepri corrono insieme,

chi potrà più riconoscere se sono maschio o femmina?

[…]

 

N.B.
Il brano della ballata ripercorre i momenti fondamentali del mito: la decisione di Mulan di prendere il posto del  padre malato nell’esercito, la sua partenza, il viaggio, le imprese a seguito dell’armata cinese, l’incontro con l’imperatore (il Figlio del Cielo), il rifiuto della carica amministrativa e il ritorno alla sua vita di tutti oggi, prima di entrare nell’esercito imperiale.

 

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