“Le colline, il tramonto e un cane” di Sara Staffolani

Vita e poesia di Emily Dickinson edita da Flower-ed

di Redazione 

Un’ affascinante biografia curata da Sara Staffolani che riesce a oltrepassare la porta di quella stanza in cui si reclude la Dickinson, decifrando con curiosità e passione il cuore enigmatico della più grande poetessa americana di tutti i tempi.

Ha la pelle bianca, bellissimi capelli rossi e uno sguardo profondo. Dalla finestra della sua stanza osserva il giardino curato e le api ronzanti, i timidi scoiattoli e il pettirosso che torna ogni inverno. È seduta al suo scrittoio, Emily Dickinson, tra fogli di carta, inchiostro e versi che fuggono via veloci. Ama la vita e l’amore in tutte le sue misteriose forme, ma la reclusione che ha scelto per se stessa non la affligge; intelligente e sensibile, forte e umile, necessita infatti dell’isolamento per salvarsi e proteggere la sua poesia. Del resto, la fama non le interessa e i pochi componimenti pubblicati sono tutti anonimi.

Chi era in breve Emily Dickinson?
Nata a Amherst (Massachusset), piccolo centro puritano il 10 dicembre 1830, dove muore nel 1886, la poetessa trascorre tutta la vita nel paese natale, in quasi totale isolamento culturale, se si esclude il notevole epistolario. Di carattere fiero e indipendente non accetta l’imposizione paterna a sospendere gli studi e prosegue a casa da autodidatta. Nel 1858 entra in amicizia con Samuel Bowles, direttore dello Springfiel Daily Republican, giornale su cui appariranno (a partire dal 1861) alcune sue poesie. Il 1860 è l’anno dell’apice della sua produttività poetica con 365 liriche in parte ispirate dall’amore, mai corrisposto, per Bowles.

Nello stesso anno avvia una corrispondenza con lo scrittore Thomas W. Higginson, a cui si affida per un giudizio letterario e che rimarrà impressionato dall’eccezionalità dello spirito,dell’intelligenza e del genio di lei. Verso il 1870 Emily prende la decisione di autorecludersi. Il resto della sua vita sarà segnato dall’amore, l’unico corrisposto, per l’anziano giudice Otis Lord, che morirà nel 1884, e da una serie di tragedie familiari.
Le sue 1775 poesie, che vennero stampate post-mortem, ne fanno una delle voci più significative della letteratura americana.

S. Staffolani, “Le colline, il tramonto e un cane. Vita e poesia di Emily Dickinson”, flower-ed 2019

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