I requisiti del leader d’impresa individuati da Alberoni

Leader

 

Leader
L’impresa è una comunità morale.
ll leader deve trasmetterne
i valori con l’esempio

brano

di Rossella Bufano

      

Francesco Alberoni analizza le caratteristiche di un leader, soffermando l’attenzione in particolare sul leader d’impresa. Questi deve avere degli ideali, saper trasmettere il sogno di quell’ideale, indicare una meta e possedere delle virtù. Soprattutto deve essere un modello, dando l’esempio e deve far sentire il gruppo una comunità.

Un vero leader è mosso da un ideale

Il sociologo mette in evidenza la differenza tra coloro che sono divorati dall’ambizione e dal desiderio di potere e denaro, da coloro che sono animati da un ideale. I primi raggiungono sicuramente i loro obiettivi mettendo in campo ogni mezzo, ma solo gli idealisti “creano”, hanno un progetto che comprende il “dare” e l’altruismo piuttosto che il “prendere” e l’egoismo. Costruiscono nuove realtà dove la gente viva meglio, superando gli ostacoli e convincendo i ritrosi, trascinando chi si riconosce in quel progetto. Alberoni ricorda Cristoforo Colombo e Isacco Newton. Se fossero stati solo un abile navigatore e un bravo scienziato e non fossero stati guidati dall’ideale, non avrebbero raggiunto i risultati noti.
Proprio per la capacità di trasmettere l’amore e la fiducia nel loro piano, coloro che hanno un ideale diventano automaticamente capi.

Il suo obiettivo diventa il sogno di chi lo circonda

Dunque il loro sogno diventa linfa anche per gli altri. L’umanità è sempre vissuta di sogni: il Cristianesimo ha coltivato quello di creare un mondo di buoni e di santi, l’Illuminismo di superare il male con la razionalità, il Comunismo di combattere le ingiustizie con l’uguaglianza. Anche un’impresa nasce con slancio se chi la fonda ha un sogno, un ideale e dei compagni con cui condividerli. Ciò consente di superare gli ostacoli, di attrarre le persone più motivate e capaci.
«Il capo non è colui che ha la titolarità del comando, il capo è colui che crea. Nessuno tiene insieme uno Stato, una impresa, nemmeno una famiglia se non affronta e risolve continuamente nuovi problemi, se non crea, non inventa. La storia è piena di re fannulloni che passavano il tempo a caccia o in cerimonie mondane, mentre il governo era in mano a capaci ministri […] sorgono sempre grandi personalità solitarie che imprimono una svolta alla politica, oppure creano imprese, giornali, istituzioni, opere d’arte. È a loro che guarda la gente, è grazie a loro che resta viva la fiducia e la speranza».

Deve saper indicare la meta da raggiungere e vegliare sul suo conseguimento

L’altro requisito fondamentale del leader è saper indicare la meta. Un buon leader non pensa di aver realizzato tutto da solo, ma è consapevole che gli obiettivi si raggiungono con l’apporto di molte persone. Né, al contrario, deve raccogliere gli input disperdendosi e perdendo di vista la meta. Anzi suo compito è proprio quello di indicarla continuamente agli altri e di controllare che venga perseguita. Non è comunque l’irrigidimento delle regole o l’imposizione di un punto di vista che può funzionare. Ovvero un capo forte e autoritario risulta efficace in una situazione di confusione, dove ognuno procede in modo autonomo e dispersivo. Ma l’autoritarismo dopo poco perde di efficacia. È fondamentale pertanto che il leader trasmetta il senso della missione e del dovere, la sua profonda fede in quello che fa. «Nessuno trasmette modelli se non li pratica personalmente. Se non dà l’esempio. È con la sua energia, con la sua fede, con il suo esempio, creando simpatia, fiducia, entusiasmo nei collaboratori, che li porta naturalmente a mettere a frutto tutte le loro energie e la loro intelligenza. Che insegna loro a guidare, mobilitare dare l’esempio, a loro volta».

Deve fare dell’impresa una comunità morale fondata su stima e condivisione

Un gruppo, un’impresa raggiungono il successo quando gli interessi individuali sono canalizzati verso lo scopo comune. Un leader d’azienda deve far sentire tutti i coloro che ne fanno parte orgogliosi di contribuire al suo sviluppo, uniti, tesi verso la stessa meta. Ciò è possibile quando regna un clima di rispetto, di collaborazione, quando i leader si fanno stimare e apprezzare. Un’impresa non è solo un’entità economica, ma anche una comunità morale. Il leader deve possedere realmente delle virtù, solo così può trasmetterle agli altri. Alberoni individua tra le virtù necessarie: la “sincerità”, l’“obiettività”, cioè la capacità di valutare senza pregiudizi, la “forza d’animo” che gli faccia affrontare anche i momenti più difficili, l’“umiltà”, ovvero la capacità di ascoltare gli altri e correggere i propri errori, il “coraggio” necessario per prendere decisioni gravose e assumersene la responsabilità, la “generosità”, spendendosi per gli altri e dando l’esempio e, infine, la “giustizia”, scegliendo i meritevoli e gli onesti e allontanando i disonesti.

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