Lucretia Coffin Mott e la “Declaration of Sentiments”

 


Una combattente e riformatrice dell’Ottocento
contro la schiavitù e per i diritti delle donne

di Sara Foti Sciavaliere

sLucretia Mott è nata Coffin nacque nel Massachusetts nel 1793 da una famiglia di quaccheri e divenne insegnante . Fu un’attivista statunitense, lottò a favore dell’abolizionismo negli Stati Uniti d’America e in difesa dei diritti delle donne. Nel 1811 sposò James Mott e assieme al marito si trasferì a Filadelfia. Morì ultraottantenne nel 1880.

 

Si batté lungamente per l’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti e nel 1840 venne inviata a Londra come delegata americana alla convenzione mondiale contro la schiavitù (World’s Anti-slavery Convention): essendo donna però gli altri delegati si rifiutarono di riconoscere le sue credenziali e non ebbe voce attiva nell’assemblea. La Mott iniziò allora a battersi per i diritti della donna e nel luglio 1848 organizzò a Seneca Falls l’assemblea che stese la Declaration of Sentiments, una delle prime dichiarazioni dei diritti delle donne.

Da bambina Lucrezia era scioccata dagli orrori della schiavitù raccontati dall’autrice inglese quacchera Priscilla Wakefield e mentre era studentessa, divenne una “Hicksite”, un’appassionata seguace di Elias Hicks, un infuocato abolizionista quacchero. Dopo aver completato il corso, Lucrezia rimase come assistente dell’insegnante e fu colpita dall’ingiustizia delle differenze salariali tra gli istruttori maschi e femmine. Ed è in questo stesso contesto che conosce il docente James Mott.
Sempre più spesso, l’ attenzione di Lucretia si concentrò sui mali della schiavitù. Lei e suo marito si rifiutarono di vendere o utilizzare qualsiasi prodotto creato con lavoro forzato e quando iniziò a sollecitare altri affinché si unissero al loro boicottaggio, si guadagnò un nome tra gli abolizionisti. Era pertanto assai richiesta come oratore, viaggiando molto per tutto il Nord-Est degli Stati Uniti. Inoltre, i Motts stringono una stretta amicizia con il noto editore abolizionista William Lloyd Garrison nel 1830.

Di fronte all’esclusione delle donne dai gruppi abolizionisti organizzati formalmente, nel dicembre del 1833 Lucretia Mott fu uno dei fondatori della Società Femminile contro la schiavitù di Filadelfia. La sua dedizione all’uguaglianza a tutti i livelli includeva la sua vita sociale e la sua vita politica: pare di fatto che la casa dei Mott fosse sempre aperta ad ospiti di entrambe le razze. James e Lucretia Mott erano ugualmente devoti all’abolizione della schiavitù, tuttavia James frequentemente rimandava alla più abile oratoria e alla ferma direzione della moglie all’interno del movimento.

Nel 1837 Lucrezia partecipò alla Prima Convenzione delle donne americane contro la schiavitù, tenutosi a New York City. Dedicò inoltre sempre più i suoi discorsi alle cause intrecciate del femminismo e antischiavismo, attirando un vasto pubblico. Come le sue colleghe Angelina e Sarah Grimké, la Mott ricevette aspre critiche, anche da parte di colleghi sostenitori del movimento, per aver parlato a un pubblico “promiscuo”.

La “questione femminile” alla fine divise, nel 1840, l’American Anti-Slavery Society in due fazioni. Quella primavera James e Lucretia Mott furono nominati delegati dalla Pennsylvania alla Convenzione mondiale contro la schiavitù, che si tenne a Londra a giugno. Il primo ordine del giorno della Convenzione era quello di discutere l’ammissione delle donne delegate: il 90% dei delegati si oppose e Lucrezia Mott assunse così ufficialmente il ruolo di visitatore, ma la sua presenza tuttavia la consolidò come figura di spicco sia per i diritti delle donne che per i movimenti antischiavismo.

Nella sua dedizione alla battaglia per i diritti delle donne, la signora Coffin Mott pose a Seneca Falls, New York, la pietra angolare per la loro prima Convenzione annuale sui diritti delle donne: in occasione del raduno si parlò di una nuova Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, intitolata la Dichiarazione dei Sentimenti, che mirava a una legittima uguaglianza rispetto all’originale: “Riteniamo che queste verità siano di per sé evidenti: che tutti gli uomini e le donne siano create uguali.” La Convention di Seneca Falls e la sua Dichiarazione provocarono naturalmente una tempesta di polemiche, ma Lucretia non venne meno alla propria devozione alla causa e intanto intreccia un’amicizia con la leader dei diritti delle donne, Susan B. Anthony.

Durante gli anni della Guerra Civile il pacifismo della Mott la tenne lontana dalle “scene” di dibattito. Tuttavia, si rallegrò quando la guerra alla fine portò all’abolizione della schiavitù, seppure si trovò quasi subito coinvolta e impegnata nel conflitto per l’inclusione della parola “maschio” per qualificare gli elettori nel Quattordicesimo Emendamento, precludendolo apertamente alle donne: Lucretia Mott: insisteva sul diritto di entrambi i sessi e di tutte le razze a votare. Non si lascerà fermare neanche dal dolore per la perdita del marito e, disapprovando l’inconciliabile conflitto riguardante il Quattordicesimo Emendamento, l’attivista si unì ad Anthony e Stanton per formare l’Associazione Nazionale per il Suffragio delle Donne, impegnata a creare un emendamento federale che garantisse il voto alle donne.

Nonostante una crescente fragilità di salute, Lucretia ha continuato a viaggiare, parlare e contribuire con le sue energie a varie cause. Per anni è stata Vicepresidente dell’Unione della Pace Universale. Nel 1870 fu eletta Presidente della Pennsylvania Peace Society, un ufficio che ha conservato fino alla sua morte. Nel 1876, centenario della Dichiarazione di Indipendenza, presiedette il 4 luglio al raduno dell’Associazione nazionale delle donne di Filadelfia, a Filadelfia, dove lei, Stanton e Anthony continuarono a reclamare i diritti delle donne. Due anni dopo, all’età di ottantacinque anni, ha partecipato al trentesimo anniversario del primo raduno di Seneca Falls. Morì a Chelton Hills, fuori Philadelphia, circondata dai suoi figli e nipoti rimasti.

Lucrezia Mott ha parlato spesso e sostenuto la forza morale e mentale delle donne e la loro ammissione nelle professioni, ha promosso la riforma di tutte le leggi che erano pregiudicanti rispetto all’accesso delle donne a diritti di proprietà, istruzione e altri ambiti. L’incapacità femminile di votare – sosteneva Lucretia – era solo uno dei tanti ostacoli. Diversamente da alcuni suoi contemporanei, tuttavia, Mott ha rifiutato di rivendicare la superiorità morale delle donne, ma si è invece dedicato a raggiungere l’uguaglianza per tutti gli americani svantaggiati e privati di diritti, compresi gli indiani, le donne, gli schiavi e i neri liberi. Portavoce di grande ispirazione e instancabile promotrice, Lucretia Mott è stata una delle prime e più radicali femministe e riformatrici del suo Paese.

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