“L’ultimo” di Ornella Albanese – illustrazione

 

 “Doveva anche essere capace di infiammarsi per un ideale. Avere un irrefrenabile desiderio di far parte della storia. Non poteva limitarsi ad osservarla”

 

di Dora Foti Sciavaliere 

 

Tra le opere di una nota firma del romance italiana, Ornella Albanese, si può leggere anche “L’ultimo” edito nell’Antologia Mondadori “Amori sull’ali dorate” (2011). In questa rubrica propongo un estratto dell’opera in chiave illustrata, per dare forma alle parole e all’immaginazione, secondo il mio punto di vista. 

“Amori sull’ali dorate” è stata l’antologia celebrativa della collana I Romanzi – Classic, pubblicata da Mondadori per ricordare i centocinquantanni dell’Unità d’Italia. Grazie alle più conosciute penne romance del Bel Paese viene offerto un inedito affresco celebrativo del Risorgimento italiano, che spazia dal Lago di Como a Marsala, passando per i moti insurrezionali di Brescia, Genova, Milano e Roma e ovunque ci fosse il desiderio di affrancarsi dallo straniero. Questa antologia raccoglie sette racconti in cui sentimenti provati e passioni sociali si intrecciano e resistono, fra cospirazioni e rivolte sanguinarie.

Tra le opere in Antologia, troviamo appunto quello di Ornella Albanese, “L’ultimo”.
“È una strana storia di amore e di inganni, immersa nell’atmosfera segreta della Milano del 1860, quando fervore e passione patriottica si respiravano per le strade, nei teatri, nei salotti e persino nelle alcove” (www.ornellaalbanese.it)
Un racconto che non manca di puntuali riferimenti storici e che intreccia personaggi di finzione a quelli realmenti esistiti (precisi sono ad esempio i riferimenti al letterato e patriota Ippolito Nievo e ai salotti di Clara Maffei, oppure al conte Cavour e il re Vittorio Emanuele). Protagonista il conte Cesare Giovanbattista Oldoini, giovane nobile caduto in disgrazia, che vuole vivere alla giornata e godersi la vita, del tutto indifferente ai fermenti liberali che serpeggiano intorno a lui, nonostante fosse stato uno dei diecimila volontari che si erano uniti all’esercito sardo e che avesse combattuto nella sanguinosa battaglia di Magenta.

In una serata al Teatro La Scala incontra poi la bella Angelica Revello, alla quale si presenta con il nome del diplomatico Costantino Nigra, il pupillo di Cavour (Cesare ha questa tendenza di celare la propria scomoda identità dietro quella di nomi illustri che sappiano accattivarsi l’attenzione delle donne che intende sedurre). Si rende conto che il suo nome infangato, non per propria responsabilità, allontana da lui la possibilità di poter corteggiare apertamente una fanciulla onesta, se ne fosse mai innamorato. Seppure per le convenzioni del suo rango consideravano disonorevole il lavoro per un aristocratico, Cesare vuole riscattarsi da quella mentalità ormai obsoleta e dare una nuova rotta alla sua vita. E vuole compiere un atto eroico per essere degno della sua Angelica.

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