“Maria Maddalena” di Cinzia Giorgio – Recensione

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«Pietro, non esistono uomini o donne davanti al Padre mio.
E se non ci sono differenze dinanzi a lui, chi sei tu
per decidere se il tuo spirito sia più importante del suo?»

di Sara Foti Sciavaliere 

In contemporanea con il film “Maria Maddalena” che il 15 marzo 2018 è approdato nelle sale italiane, negli store online per Newton Compton esce la novella di Cinzia Giorgia, “Maria Maddalena”, un personaggio intenso – oltre che controverso – come lo sguardo della donna che ci guarda dalla cover accattivante, conquistando già il lettore.

La trama
Maria è una giovane ebrea ricca ma biasimata per il suo stile di vita ribelle: rimasta orfana ha portato avanti da sola l’attività di famiglia, sopportando le critiche della cittadina in cui vive, Màgdala. I suoi compaesani sono addirittura convinti che quella donna da una simile condotta non può che essere posseduta dal demonio. Un giorno Maria ascolta per caso Gesù, il profeta di Nazareth, che predica rivolgendosi alla folla rapita dalle sue parole, e in lui riconosce un giovane incontrato anni addietro. Un incontro quello con Gesù che cambierà la sua vita.

L’autrice
Cinzia Giorgio è dottore di ricerca in Culture e Letterature Comparate. Si è specializzata in Women’s Studies e in Storia Moderna, compiendo studi anche all’estero. Organizza salotti letterari, è direttore editoriale del periodico Pink Magazine Italia e insegna Storia delle Donne all’Uni.Spe.D. È autrice di saggi scientifici e romanzi. Per la Newton Compton ha pubblicato “Storia erotica d’Italia”, “Storia pettegola d’Italia”, “È facile vivere bene a Roma se sai cosa fare”, il romanzo “La collezionista di libri proibiti” e “La piccola libreria di Venezia”.

La recensione
Non mi meraviglia la scelta di Cinzia Giorgio a scrivere di Maria Maddalena, questo personaggio molto chiacchierato tra le figure che animano i raccontano del Nuovo Testamento. Non mi sono stupita perché seguendo Cinzia Giorgio sui social emerge senza dubbio un profondo interesse per Maria Maddalena, era inevitabile che prima o poi ne scrivesse, cercando di togliere quel velo di banalità e consuetudine incancreniti da secoli di pregiudizi su quella Maria di Magdàla, poi nota come Maria Maddalena identificata con la prostituta che con le sua lacrime lava i piedi di Gesù e li asciuga con i propri capelli, la peccatrice che ottiene il perdono di Gesù e una particolare attenzione, che ha alimentato un secolare circuito di pettegolezzi sul reale rapporto tra Maria Maddalena e Gesù di Nazareth.

Altri hanno fatto leva sull’idea di una rapporto carnale Gesù e la Maddalena, si veda ad esempio un Dan Brown che nel Santo Graal legge il sangue reale della stirpe di Cristo, rappresentata dalla progenie nata dal presunta relazione proprio con Maria. Cinzia Giorgio invece in questa sua novella, ben scritta e dalla lettura scorrevole, guarda a Maria Maddalena in maniera diversa, scevra dai pregiudizi del passato. Descrive una donna sui generis per la sua epoca, fuori dal comune, una donna ribelle, indipendente e caparbia, che contratta liberamente con i mercanti per portare avanti la sua attività di famiglia, maneggiando il denaro e “andando” in giro con la sua ancella greca senza dare peso alle regole sociali dei suoi tempi. Maria si oppone a un matrimonio per pura formalità, conosce più lingue ed è una donna istruita, educata al pensiero filosofico dei Greci che ha aperto la sua mente a una continua ricerca di sé e in questo suo interrogarsi il suo cammino incrocia quello di Gesù. Un destino che si compie, che la vede prescelta tra altri a stare accanto al profeta di Nazareth, perché in lei Gesù riconosce delle qualità che nulla hanno a che vedere che il suo sesso.

Cinzia Giorgio nella sua “Maria Maddalena” (grazie anche alle sue conoscenze in Women’s Studies) mette l’accento su quell’esclusione del gap di genere che Gesù di Nazareth doveva avere operato nel confronto delle donne, cosa che purtroppo spesso la Chiesa ha ignorato (portando solo di recente una riflessione adeguata in proposito a partire da Giovanni Paolo II fino a oggi con papa Francesco), supportando anzi posizioni ben lontane da quella parità dei sessi che Gesù riconosceva con l’evidenza dei fatti. Ancora una volta Cinzia Giorgio scrive di donne e del loro valore, della capacità di saper dare voce al proprio genere al di là dei preconcetti, in un racconto intenso, studiato e dettagliato nelle sue descrizioni, è come camminare con Maria Maddalena e la sua ancella Semele per strade di Cafarnao e di Gerusalemme, e vivere con lei quei momenti di scoperta di sé accanto a Gesù.

– C.Giorgio, “Maria Maddalena”, Newton Compton Editori.
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