Da Montserrat a Forte di Bard

Le Opere maggiori del’Abbazia:
una mostra d’arte
che travalica il sacro


di Barbara Saccagno

Dal 31 gennaio al 02 giugno 2014 il Forte di Bard (AO) espone una nutrita selezione di opere conservate nel Museo del Monastero di Monserrat. Una straordinaria possibilità di vedere lontano dalla loro sede una ricca raccolta di opere d’arte che attraversano la storia, dal Rinascimento al contemporaneo, oltre gli spazi del sacro.

 

Il Forte e l’Abbazia
Il Forte di Bard, per chi non lo conoscesse, è una struttura difensiva di età moderna, una roccaforte sabauda sorta lungo la linea di confine fra la Valle d’Aosta ed il Piemonte. Una posizione invidiabile per garantire il controllo all’imbocco della valle, lungo la strada che conduceva verso la Francia. Una tradizione difensiva che risale a prima del Medioevo, sebbene, oggi, sia visibile in elevato solo la potente fortezza di Casa Savoia.

Grazie ad una straordinaria opera di restauro il Forte è diventato un centro culturale ed artistico molto importante e vivace, che ogni anno ospita un ricchissimo calendario di eventi di diversa natura.

Il monastero di Monserrat, in Catalogna, è un importante centro monastico benedettino sorto in età medievale, ancora oggi vitale centro di preghiera e di arte. Sorge anch’esso su un altura isolata e altamente scenografica capace di attirare pellegrini ed amanti dell’arte da tutto il mondo, alla ricerca del respiro della bellezza.

Il monastero possiede una ricca pinacoteca che raccoglie un complesso corpus di opere d’arte, molte delle quali donate da collezionisti privati, che attraversa i secoli facendo convivere l’antico con il contemporaneo, oltre la tematica religiosa.

Le due strutture sono state distrutte durante l’epoca napoleonica e poi ricostruite.

Infine, a Montserrat c’è il culto della Madonna Nera, tanto caro ai Savoia, come testimoniano i ricchi donativi lasciati al famoso santuario di Oropa, dove, appunto, si venera la miracolosa Vergine Nera.

Pur nelle evidenti diversità funzionali, il monastero ed il forte hanno alcuni interessanti punti in comune che li hanno messi in connessione attraverso il linguaggio universale dell’arte.

100 opere fra sacro e profano
Considerando che Montserrat è un monastero benedettino molti saranno erroneamente indotti a pensare che le opere in mostra siano esclusivamente soggetti sacri, non è così.

Nella realtà storica i monasteri sono, fortunatamente, stati il centro propulsore di conservazione e di trasmissione delle opere classiche che si sono tramandate fino a noi, senza di loro non si sarebbero salvate. La Chiesa ne vietava la diffusione ma si preoccupava di copiarle e proteggerle, attraverso la sapiente opera degli scriptoria monastici e grazie agli spazi delle loro bibliothecae.

E, così, il monastero raccoglie e conserva le opere d’arte nel Museo adiacente. Opere che mescolano la sacralità e la devozione, soprattutto alla Vergine, con la più moderna e discinta sensualità, dove le donne perdono la loro aurea sacrale per trasformarsi in civettuole e morbide tentatrici mondane.

Le pareti bianche e senza finestre della Sala delle Cannoniere si rivestono di colori potenti, dai fondi cupi e neri barocchi, alla leggerezza delle cromie pastello del Cinquecento, passando allo spessore morbido dei disegni, sino alla forza densa, vitale dei colori tridimensionali e vivaci del contemporaneo.

“San Girolamo”, il quadro della locandina della mostra, è sicuramente il centro focale della mostra. Il Santo vecchio e stanco medita in un’atmosfera sospesa, sotto le luci che illuminano il suo cranio scarno e il teschio, che ricorda la morte; è l’attimo che precede il passaggio fra la vita e l’aldilà. Il rosso cupo della sua veste, su fondo nero, attira l’attenzione su San Girolamo che invita a riflettere sulla quotidianità senza dimenticarsi del senso del sacro.

La mostra, infatti, mescola, seguendo un percorso quasi dicotomico, la mondanità e la contemporaneità a all’allure cristiana e devozionale, che curiosamente si trova all’inizio del percorso.

Grandi nomi e scoperte
I curatori hanno qui riunito grandi nomi noti a tutto il grande pubblico ad altri sicuramente meno conosciuti dai non esperti d’arte. In questo modo si può intraprendere un viaggio di conoscenza e di scoperta che si snoda fra la Spagna, con una nutrita rappresentanza artistica “a far da padrone”, e gli altri mondi.

Al di là delle personali idee in merito alle scelte espositive, soprattutto in materia di luci, non sempre adatte ad una corretta osservazione delle opere, e, forse, per la semplice lineare sequenza da quadreria classica che rimane un po’ banale: è una mostra da vedere.

Personalmente ritengo che il “San Girolamo Penitente” e “Unhappy Nally”, un meraviglioso disegno di Degas, valgano da soli la visita, ma ci sono molte chicche che meritano di esser osservate da vicino.

La mostra offre molti spunti di riflessione, tutte dovrebbero darne, ad esempio: la capacità del monastero di essere un centro propulsore di tutta l’arte, senza distinzioni; oppure il ruolo centrale che ebbe l’affascinante e maliarda Parigi su un’importante cerchia di pittori spagnoli; o quanta bellezza sia legata ai luoghi di fede; o, ancora, come la natura sia sempre stata un elemento centrale nella scelta di un topos strategico, nato nel passato ma con la precisa volontà di resistere nel futuro. E tante altre ancora.

 

Approfondimenti
Per saperne di più

Alcuni dipinti in mostra:

– “San Girolamo Penitente” di Michelangelo Merisi, il Caravaggio

– “Madonna Orante” di Giovanni Battista Salvi, il Sassoferrato

– “Natività della Vergine” di Pedro Berruguete

– “Nostra Signora di Montserrat” di artista anonimo

– “Unhappy Nally” di Degas

– “Vecchio Pescatore” di Pablo Picasso

– “Il Chierichetto” di Pablo Picasso

– “Homme au mouton, mangeur de pastèque et flutiste” di Pablo Picasso

– “Totem” di Le Courbusier

– “Les oiseaux” di Georges Braques

– “Compositión con tres figuras” di Salvador Dalì

– “After the ball, Jove decadent” di Ramon Casas I Carbo

– “Madeleine” di Ramon Casas I Carbo

– “Antes del baño” di Ramon Casas I Carbo

– “Bambina davanti al pianoforte” di Francisco Torrescassana

– “Nueva York” di Joaquim Torres Garcìa

– “En familia” di Joaquim Torres Garcìa

– “Lady with Parasol” di John Singer Sargent

– “Invocazione” di Marino Marini

 

 

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