“Non ho l’età” di Maria Rosa Pantè – Recensione

Un inno alla libertà e all’emancipazione femminile

di Barbara Saccagno 

Un esilarante comico “a tinte gialle”. Una storia divertente da leggere tutto d’un fiato. Tre svampite vecchierelle ultra settantenni, che vivono in un grigio piattume quotidiano, si trasformeranno in intrepide protagoniste di una spy story fuori dal comune. In un viaggio inaspettato cambieranno per sempre le loro esistenze, che credevano irrimediabilmente segnate verso l’ultimo approdo in apatia.

 

La vita regala delle sorprese che possono cambiare irrimediabilmente il corso del proprio destino, a patto di saperle scovare. Così, inizia la trama di “Non ho l’età” di Maria Rosa Pantè, un libro che incolla il lettore alle improbabili vicende delle tre protagoniste, Erminia, Susanna e Concetta. Amiche per caso, quasi forzato, che, per gioco del destino, lo diventeranno sul serio, lungo un rocambolesco inseguimento, pieno di colpi di scena e di ironia.

Tutto ha inizio in una sonnacchiosa città di provincia del Piemonte orientale, Novara. Tre donne diverse, due vedove con un figlio a testa e una zitella attempata, più per necessità di “buon vicinato” che per vero piacere instaurano una piatta relazione di conoscenza superficiale e di “compagnia” forzatacontro la solitudine. Eppure, un filo le unisce a loro insaputa e lo scopriranno solo nel corso degli eventi che le attendono.

La routine, fatta di gesti e tempi scanditi da azioni ripetitive e senza eccitazione, si rompe per caso a causa della misteriosa scomparsa di Susanna. La sparizione senza preavviso sconvolge le altre due donne che prendono una decisione fuori dalle righe, insieme, risolute a ritrovare la maestrina in pensione, si lanciano all’inseguimento partendo da una labile traccia scoperta per caso nella casa ammuffita di quella zitellona attempata.
Dove, e perché, sarà scomparsa la mite e insipida Susanna?

Accompagnate dal fido Oscar, il cane di Erminia, le due vecchine partono in segreto, senza dire nulla a nessuno.
A loro volta, saranno inseguite dai rispettivi pargoletti preoccupati per la scomparsa delle loro statiche e premurose mamme onnipresenti. Per necessità il figlio mammone, con finanziata prossima a diventare ex, e la figlia,volutamente single convinta dopo un traumatico matrimonio fallito miseramente, si vedono costretti a collaborare per ritrovare le genitrici e, lungo la strada, troveranno anche sé stessi.

I colpi di scena si susseguono, addio piatta calma domestica.
Le tre viaggiano di città in città, finiscono in ospedale a causa di malori “farlocchi” da emozione, i loro abituali clichési frantumano. Nascono amori liberi e consapevoli, una verginità viene finalmente perduta nel fior fiore della terza età, si conquistano libertà e, finalmente, un uomo odiato, che ad insaputa di Erminia e Concetta è stato amato in comune nel loro passato rovinando ad entrambe la vita, sarà finalmente, e definitivamente, detronizzato da quell’allure di falso mito che le 2 avevano costruito per proteggersi dal mondo. Il tutto è condito dalla saggezza di un cane filosofo e daun gustosissimo happy end per tutti.

L’autrice, Maria Rosa Panté, insegnante di lettere e scrittrice, ha creato un piccolo capolavoro ben orchestrato che scivola veloce nell’abilità narrativa e nell’ironia delicata e gustosa della trama. I capitoli brevi e concatenati ingolosiscono il lettore. Una statoria divertente con meravigliosi personaggi, a tratti talmente strampalati da strappare sempre sorrisi intelligenti e riflessioni profonde sul senso della vita.

Questo libro è un inno alla libertà e all’emancipazione femminile, un messaggio in bottiglia che ci ricorda che cambiare paradigmi e automatismi è possibile a qualunque età, purché ci sia la volontà di prendere coscienza della propria ricchezza interiore e della propria unicità. Un testo che le donne, ma anche gli uomini, dovrebbero leggere per ricordare il valore unico che ognuno di noi possiede. Per mai dimenticare che la felicità dipende da noi, s’innesca stando con i piedi per terra e la testa fra le nuvole nel chiedersi, senza sconti né bugie,ciò che davvero vorremmo nella vita.

– Maria Rosa Panté, “Non ho l’età”, 0111 edizioni, Milano 2009.

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