“Persepolis” di Marjane Satrapi – Recensione

A fumetti la “storia di una donna indomita”

di Sara Foti Sciavaliere 

Si tratta di un romanzo a fumetti autobiografico elogiato dalla critica, nel quale l’illustratrice iraniana descrive la sua infanzia in Iran e la sua adolescenza in Europa attraverso una serie di episodi di vita quotidiana, pubblicato poi in Italia prima da edizioni Lizard in quattro volumi e poi da Sperling & Kupfer e dal Gruppo Editoriale L’Espresso, nella collana I classici di Repubblica serie oro. “Persepolis”, sottotilato nell’originale “Histoire d’une femme insoumise” è stato scritto in lingua francese, con tratto asciutto ed essenziale.

L’opera narra la vita dell’autrice, dall’infanzia trascorsa in Iran sino all’età adulta; da un lato, “Persepolis” racconta soprattutto dell’Iran, dell’evoluzione e dei mutamenti che tale Paese ha subìto in seguito alla rivoluzione islamica, visti attraverso gli occhi prima di una bambina e poi di una donna. Racconta però anche dell’Europa, del mondo “occidentale” osservato da un’adolescente mediorientale costretta ad allontanarsi dal proprio Paese e da una dittatura opprimente, soprattutto verso le donne.

L’autrice – Marjane Satrapi
Nata il 22 novembre 1969 in una famiglia di Teheran vicina agli ideali comunisti, è un’illustratrice, regista e sceneggiatrice iraniana naturalizzata francese. Da bambina, vive la crescente restrizione delle libertà individuali in Iran ed è testimone del travagliato processo che porterà l’ordinamento dell’Iran da monarchia a repubblica teocratica, passando per la rivoluzione islamica e gli inizi della guerra tra Iran e Iraq. Nel 1983 i genitori di Marjane, allora quattordicenne, decidono di mandarla a Vienna, in Austria, allo scopo di tenerla lontana da un regime divenuto sempre più oppressivo, in particolare verso le donne. In Europa trascorrerà gli anni dell’adolescenza, come viene raccontato anche in “Persepolis”.

Dopo un periodo difficile in cui visse anche come senzatetto, torna in Iran per frequentare l’Università e lì conosce un ragazzo di nome Reza, con il quale si sposerà. Il matrimonio tuttavia non dura a lungo, e dopo il divorzio la Satrapi si trasferisce in Francia nel 1994, all’età di 25 anni, e ancora oggi vive a Parigi, dove lavora come illustratrice ed autrice di libri per bambini. La carriera della Satrapi parte dall’incontro con David B., un fumettista francese, del quale ha adottato lo stile, soprattutto nelle sue prime opere. La Satrapi ha acquisito fama mondiale grazie alla serie “Persepolis”. Nel 2006 la Sony Pictures Classics ha trasformato Persepolis in un film d’animazione, la cui diffusione è iniziata nel 2007; il film è uscito nelle sale italiane il 29 febbraio 2008.
Attualmente cura per il “The New York Times” una colonna illustrata, pubblicata nella sezione Op-Ed del giornale con frequenza apparentemente irregolare.

Recensione
“Persepolis”, pur avendo un taglio da “romanzo storico” illustrato, ha la particolarità di offrire un punto di vista differente rispetto a quello dei libri di storia o delle cronache occidentali, per quanto riguarda il periodo della rivoluzione islamica o di quello immediatamente successivo del conflitto Iran-Iraq: è un punto di osservazione interno al Paese, vicino nel tempo e nello spazio a quegli avvenimenti, in cui si percepisce appieno l’amarezza, la frustrazione e talvolta la rabbia, non solo per le leggi del regime e il comportamento di coloro che sono incaricati di farle rispettare, ma anche per l’inerzia di quanti pur non condividendo china la testa senza avere il coraggio di dar voce al proprio pensiero. Marjane Satrapi fa del suo privato, della sua storia parte della Storia del suo Paese. L’autrice “riesce a scegliere con straordinaria sensibilità quei momenti che, uniti tra loro, fanno cogliere l’idea di un’intera vita”.

Nel lead dell’articolo scrivevo di un tratto asciutto ed essenziale, e aggiungerei per certi versi non proprio bello, ma nella sua schiettezza estremamente espressivo, autentico che arriva dritto al cuore, trascinando il lettore nelle atmosfere, il più delle volte lontane, in cui si muove Marjane, portando il lettore a partecipare alle sue vicende. È la storia a essere protagonista non il bel disegno, e così i personaggi sono realizzati con pochi tratti, senza uso di chiaroscuri e scene minimali fatte di pochi elementi. Un’efficace prospettiva per avvicinarci a una realtà poco conosciuta o forse troppo spesso imbevuta di pregiudizi e di cattiva informazione.

 

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