“Persona dell’anno” su “Time”: le “Silence Breakers”

Time_Silent Breakers

 

Conto gli abusi sessuali: le donne che hanno rotto il muro del silenzio

 

di Sara Foti Sciavaliere

Il settimanale statunitense “Time” ha designato “Persona dell’anno” le cosiddette “Silence Breakers”, le donne che denunciando le molestie sessuali che hanno subito sul lavoro hanno rotto il muro del silenzio. Tra loro le attrici che accusarono l’ormai ex potentissimo produttore cinematografico Harvey Weinstein, e che hanno lanciato e condiviso sui social network l’hastag #MeToo. In Italia, più o meno contemporaneamente, è nato un simile hashtag (#quellavoltache) creato dalla conduttrice radiofonica e scrittrice Giulia Blasi.

 

«The Silence Breakers. The Voices that launched a Movement» («Coloro che hanno rotto il silenzio. Le voci che hanno lanciato un movimento»), questo è il titolo della copertina di “Time”, insieme alla foto di cinque donne vestite di nero: sono l’attrice ha lanciato l’hashtag, Tarana Burke, le colleghe Rose McGowan, Selma Blair e Ashley Judd e la cantante Taylor Swift.

«Questo è il cambiamento sociale più rapido che abbiamo visto lungo i decenni, è iniziato con singoli atti di coraggio da parte di centinaia di donne – e anche di alcuni uomini – che si sono fatti avanti per raccontare le loro storie», ha commentato oggi il direttore di “Time” Edward Felsenthal al programma “Today” della NBC. Sulla rivista si legge che si tratta di donne e uomini di ogni razza, classe sociale e lavoro, da tutto il mondo. Possono lavorare nei campi in California, negli uffici di New York o in un Parlamento europeo. Ma sono parte di un movimento che non ha un vero nome, e ora hanno un modo per farsi sentire.

Secondo la nota testata americana, dunque, sono le donne che hanno denunciato gli abusi sessuali e che hanno definito il movimento sociale finalizzato a sensibilizzare sulle molestie sessuali e sulle violenze – sintetizzato dall’hashtag dei social media #MeToo – la “persona” più influente del 2017.

Come spiegato nel 2016 dallo stesso “Time”, la “Persona dell’anno” viene scelta all’interno della redazione e, come scrisse, nel 1998 l’allora caporedattore Walter Isaacson, va «alla persona o alle persone che più hanno influenzato, nel bene o nel male, le nostre vite e il mondo dell’informazione», ritraendo cosa è stato importante in quell’anno.


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