“Poetesse d’Italia” di Camilla Bisi

Saggio sui versi delle signore della letteratura italiana dei primi del Novecento 

di Sara Foti Sciavaliere 

Per il solstizio d’inverno 2018 Flower-Ed omaggia i propri lettori con una speciale edizione di Natale: sarà infatti possibile scaricare gratuitamente l’ebook di “Poetesse d’Italia” di Camilla Bisi. L’argomento non poteva passare inosservato alla redazione di Ripensandoci che da anni tratta le tematiche al femminile e soprattutto alla sottoscritta che si è laureata con una tesi sul romanzo femminile di inizio Novecento.

“Poetesse d’Italia” è infatti un saggio di critica letteraria che propone una trattazione delle più note poetesse italiane, concentrandosi sulle voci del primo Novecento (la pubblicazione originale risale infatti al 1916). Si tratta di un breve ma interessante excursus sull’attività poetica delle “penne rosa” in Italia all’inizio del XX secolo. La parte iniziale incentra l’attenzione su un parallelo tra Ada Negri e Amalia Guglielminetti, viste come due opposti poli nel fare poesia. Seppur Camilla Bisi non manca di soffermarsi su autrici di particolare interesse come Térésah.

Chi era Camilla Bisi?
Camilla Bisi nacque nel 1893 a Roma, ultima di quattro figli dello scultore e pittore Emilio Bisi e della letterata, pedagogista Sofia Albini, attivissima tutta la vita nell’ambito delle iniziative giornalistiche per i ragazzi e per le donne. Camilla studia al liceo cantonale a Lugano (esperienza rievocata ne Il romanzo del liceo) e si forma nell’ambiente giornalistico e artistico della capitale. A Genova si trasferisce per studiare giurisprudenza e vi stabilisce definitivamente diventando giornalista per il quotidiano socialista “Il Lavoro” negli anni Trenta.

Fonda la casa editrice «Ragazze» con la quale pubblica e dirige l’omonima rivista quindicinale per signorine: “L’unica in Italia che si occupi con intelligente modernità dei problemi interessanti l’educazione e la cultura delle fanciulle”. Collabora ai radioprogrammi della radio svizzera italiana in particolare con due conversazioni: “La donna che legge e la donna che scrive” e “La cultura superiore della donna”. In seguito partecipe anche alla fondazione del periodico «Lo Specchio» con la collaborazione di Mabel, pseudonimo della nota giornalista Maria Crose Limentani, e collaborò con «Il raccoglitore ligure», mensile di arte letteratura e storia ligure, dal 1932 al 1935.

Nella giovinezza scrisse versi dove si percepisce l’influenza di Ada Negri (la madre Sofia scrisse la prefazione per il primo libro di Ada Negri che, a sua volta, scrisse l’epigrafe che si trova sulla lapide affissa sulla casa da lei abitata in via Guastalla a Milano). E da questa passione per la poesia il suo saggio “Poetesse d’Italia”, anche se la sua opera forse migliore è la raccolta di novelle “Essere Donna” che comprende, tra le altre, “Sette rose”, vicenda ispirata dall’appassire di sette rose che le donò Mario Baistrocchi, suo compagno d’università, prima di partire per la Grande Guerra. Camilla Bisi morì a Genova nel 1947.

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