Project U.F.O. e “Incontri ravvicinati del Terzo Tipo”

 

Quando un’indagine scientifica ispirò una serie tv

di Sergio D’Amico 

 

Sono in molti, in tutto il mondo, ad aver visto il film “Incontri ravvicinati del Terzo Tipo”. Ma non altrettanti, certamente, a sapere che l’idea che ispirò questa pellicola fu originata da un’inchiesta promossa dall’Aviazione militare statunitense. E che questa indagine suggerì, a sua volta, una serie di telefilm, che riscosse discreto successo anche nel nostro Paese. Il tutto modellato su fatti realmente accaduti.

Astronavi da altri Mondi…O cos’altro?
Alla fine degli anni ’40, negli Stati Uniti si registrò un gran numero di osservazioni di oggetti volanti non identificati (da allora, identificati con la sigla UFO; acronimo della frase – in inglese, appunto – “Unidentified Flying Objects”). Altrimenti detti comunemente “Dischi Volanti”, a causa della forma con cui spesso si manifestavano.

Tali segnalazioni si moltiplicarono in breve tempo; tanto da generare un’ondata di terrore collettivo nei confronti di una possibile invasione del nostro pianeta, da parte di esseri provenienti da altri Mondi. A quel punto, le Autorità incaricarono l’Aeronautica Militare di condurre un’inchiesta sulla reale natura di questi avvistamenti, per capire se si trattasse di un’effettiva minaccia alla sicurezza nazionale. Nel corso di tale indagine, denominata “Progetto Blue Book” (o “Rapporto Condon”, dal nome dello scienziato che la diresse), durata dal 1951 al 1969, furono esaminate oltre dodicimila osservazioni.

Nella stragrande maggioranza, si concluse che esse potevano essere spiegate come errate interpretazioni di fenomeni naturali; osservazioni di velivoli, satelliti artificiali o corpi celesti; oppure come manifestazioni di autosuggestione o di devianze psichiche. Solo per un ristretto numero di casi (circa il 5%) non fu possibile trovare una spiegazione razionale.

Uno studio controverso e un film “scomodo”
Tuttavia, uno degli esperti che collaborarono allo studio, l’astrofisico Joseph Allen Hynek, rimase perplesso per la noncuranza con cui – a suo avviso – le autorità militari avevano liquidato, come scientificamente spiegabili, alcune osservazioni che, in realtà, non lo erano (almeno, alla luce delle attuali conoscenze). Lo scienziato espresse i suoi dubbi in un libro; che, però, fu presto oggetto di strumentalizzazioni a sfondo politico. Infatti, ci fu chi affermò che il Governo tacesse alla popolazione la realtà sull’esistenza degli Alieni e sui contatti avvenuti fra questi ultimi e l’Umanità.

La questione divenne così popolare, che Hollywood pensò bene di approfittarne, per farci sopra un film. Nacque, così, “Incontri ravvicinati del Terzo Tipo”. Che narrava – fra l’altro – delle manovre di politici e militari per mantenere segreti i contatti con gli Extraterrestri.

Allo scopo di rendere plausibile la trama, Steven Spielberg volle Hynek come consulente scientifico (e lo gratificò con una brevissima apparizione nel film). Ma questo causò le proteste dell’Aeronautica; che si vide tirata direttamente in causa, in veste di “insabbiatrice” della verità. Dovendo rimediare all’imbarazzante situazione, i Vertici militari decisero di rispondere con le stesse armi. Pensarono, cioè, a una “fiction” televisiva; dove si mostravano i militari dell’Arma durante le loro indagini, condotte con imparzialità e perizia.

Una serie televisiva ben congegnata
Fu così che il Colonnello William T. Coleman (uno dei collaboratori del “Blue Book”) contattò il Produttore Jack Webb, della “Mark VII Ltd. Worldvision”, per realizzare una serie di 26 telefilm (intitolata “Project U. F. O.”), ispirati alle vere inchieste condotte nell’ambito del Progetto, che mostrassero i metodi e le procedure realmente seguite dagli inquirenti (ma con i nomi delle persone coinvolte cambiati, per motivi di privacy).

I protagonisti erano due militari della Base Usaf di Wright Patterson – un ufficiale e un sergente – inviati nei luoghi teatro degli avvistamenti degli Ufo, per interrogare i testimoni, e svolgere analisi scientifiche sulle eventuali prove di un effettivo contatto. I vari episodi mostravano le diverse spiegazioni che si erano trovate, di volta in volta, nella realtà, per spiegare la vera natura delle osservazioni dei presunti Ufo.

Tuttavia, per non cadere nel tranello di dare l’impressione di voler sempre spiegare tutto (compreso l’inspiegabile), ogni episodio terminava con un’ipotesi “alternativa”; che metteva in discussione i risultati delle indagini dei due militari. E lasciava lo spettatore nel dubbio che quanto mostrato fino allora fosse il risultato di un reale contatto con gli Alieni. La serie, andata in onda fra il 1978 e il 1979, registrò un notevole successo, grazie alla popolarità che l’argomento “Ufo” aveva presso il pubblico dell’epoca; compreso quello italiano. E rappresentò il contraltare – nonché il completamento – di quanto mostrato nel film di Spielberg.

Approfondimenti
Bibliografia
– E. Condon (a cura di), “Scientific Study of UFOs”, Bantam Books, 1968.
– J. Allen Hynek, “Rapporto sugli UFO”, Mondadori, 1978.
Sitografia
– Project U. F. O. – The Internet Movie Database
(http://www.imdb.com/title/tt0077065/)

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