Racconto strambo di Natale

di Ilaria Guidantoni

Un Natale malinconico, troppo freddo e poco illuminato si annunciava nelle vie rumorose del centro di una grande città. La gente si accalcava, cercando di accaparrarsi le provviste per un periodo che si intravedeva lungo e penoso; qualcuno frugava nelle rimanenze a basso prezzo; altri strappavano dalle mani dei più deboli quanto non avrebbero potuto acquistare, eppure desideravano ardentemente; altri infine rinunciarono quasi subito.

 

Il tempo correva verso la notte, l’umidità lasciava infreddoliti nelle misere vesti i più, mentre la scarsa illuminazione delle vie, un tempo eleganti, diffondeva il sospetto,La gente era nervosa, delusa, rabbiosa, sfiduciata e c’era un’aria malsana ad affaticare il respiro. 
Ad un certo punto si sentirono grida e un frastuono. Così serpeggiò la paura…gli addetti alla sicurezza fecero finta di nulla e si allontanarono fingendo un’emergenza maggiore se possibile, altri si strinsero nei loro cappotti e si attaccarono alle proprie borse come allo scoglio i molluschi.
Si distanziarono gli uni dagli altri e il terrore li bloccò in un irrigidimento innaturale che lasciava presagire il peggio. Passarono alcuni minuti che parvero anni. Poi, d’un tratto, come nelle rivoluzioni, un fruscio divenne un frastuono e il mondo sembrò rovesciarsi.

Qualcuno si accorse che le grida erano risa fragorose, la confusione giochi di bimbi. Al centro della piazza enorme, un po’ vuota, dove il giardino quell’anno era rimasto sguarnito, una bambina nera dalle treccine inanellate con fiocchetti colorati rincorreva un bambino, comunicando in una lingua sconosciuta. Un alfabeto che tuttora non ha nome era nato dalla voglia di ascoltarsi, dall’urgenza dell’amore, dal coraggio della determinazione di due vite che si incontrano.
I due bambini sembravano appartenere a due mondi lontani anni luce – e probabilmente così era – ma avevano una nota comune: erano interamente vestiti di bianco.

Fu così che mille occhi si accesero come fiammelle intorno al loro gioco. Ad un certo punto i due teneri cuccioli si presero per mano e si baciarono. 
D’improvviso il caos dei colori e dei rumori si placò. La città divenne interamente bianca, soffice, leggera. Tutti cominciarono a piangere per la commozione e forse l’intontimento se non lo spavento…erano lacrime dolci, cristalli di zucchero ad annunciare un Bianco Natale, che odorava di fresco e di pulito.


Approfondimenti
Ilaria Guidantoni

Fiorentina di nascita, si è trasferita a Milano con la famiglia, seguendo la carriera del padre negli ambienti milanesi della finanza. E’ a Milano che si forma culturalmente al Liceo Classico delle Suore Orsoline e si laurea in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Si trasferisce a Roma, sua città adottiva, dove vive e lavora prevalentemente.
Giornalista politico-economico, esperto del settore mobilità, si occupa di trasporti e in particolare sicurezza stradale, sviluppo della portualità, autotrasporto; reti energetiche; governo, politica e pianificazione territoriale. Organizza e modera dibattiti e manifestazioni tematiche. Svolge attività di relazioni istituzionali e di conduttore di dibattiti, avendo scelto la via della consulenza.
I suoi interessi culturali variegati l’hanno condotta nel mondo della Bioetica dove ha seguito un Corso di Perfezionamento al Policlinico Gemelli con una tesi dal titolo “Il Mito della bellezza oggi tra una cultura artificiale e violenta dell’eros”; ha scritto articoli sul tema dei disturbi del comportamento alimentari e disagi affettivi. Poi si è diplomata Sommelier all’Associazione Italiana Sommelier dove ha collaborato per un certo periodo alla rivista, appassionata di cultura e ritualità della tavola.
E’ autrice del saggio “Vite sicure”, Viaggio tra strade e parole (Edizioni della Sera) ed è autore della rubrica Politica e Infrastrutture per il mensile “leStrade” (Fiaccola editore). A Novembre 2010 è uscita la raccolta di versi e racconti brevi “Prima che sia buio” (Colosseo Grafica Editoriale) e a Marzo 2011 è stato pubblicato il réportage sulla rivoluzione tunisina “I giorni del gelsomino” (P&I Edizioni).

 

Lascia un commento