Ripensando al Foggia Film Festival

Una rara vetrina per i giovani e gli indipendenti 

di Frédéric Pascali 

L’evento dauno dispensa nuove idee e nuovi talenti in una Puglia cinematografica alla ricerca costante di un proprio equilibrio.
Sono davvero pochi gli eventi cinematografici del nostro territorio nazionale in grado di contraddistinguersi per un’ attenzione particolare verso le produzioni indipendenti e di coloro che, giovani e giovanissimi, si affacciano per la prima volta al mondo del grande schermo. Un compito improbo che il Foggia Film Festival svolge in maniera egregia con una struttura organizzativa che comprende ben 10 “film-sezioni” e uno “student film fest”.

 

Un’estrema versatilità che coincide con una buona qualità generale dei lavori nell’ottica, come si legge nell’intento del progetto, di sostenere la visibilità di opere sperimentali che non trovano adeguata distribuzione, con particolare attenzione alle cinematografie e tendenze artistiche emergenti. Svoltasi nell’ultima settimana di novembre, dal 18 al 24, sotto la guida del Direttore Artistico Pino Bruno,la manifestazione ha applaudito, nella sua competizione più importante, quella dedicata ai lungometraggi, la vittoria de “In viaggio con Adele”, la pellicola diretta da Alessandro Capitani, alla sua prima regia di lungometraggio, e brillantemente interpretata da Sara Serraiocco e Alessandro Gaber.

Una storia on the road che ben rappresenta uno dei leitmotiv del Festival, come il premio per il miglior documentario che è andato a Gabriele Gravagna per il suo “Io sono qui” già vincitore al “Los Angeles Film Awards” nella sezione riservata al miglior “documentario corto”. Una narrazione accorata che, attraverso la testimonianza di tre ragazzi ospiti dei centri di accoglienza palermitani Elom e Azad per minori stranieri non accompagnati, ricostruisce il viaggio della speranza che molti migranti intraprendono nella più completa insicurezza. Una vicenda esposta con semplicità ma non per questo con minor efficacia e pathos. La condizione umana, eternamente in bilico tra i suoi istinti e le sue aspirazioni, protagonista anche di “Petite Magie”, il corto, diretto da Simone Boccalatte, primo classificato nella sezione “cortometraggi”. Non è stata da meno la parte circoscritta sotto il nome di “Student Film Festival” con le competizioni “University Award” e “High School Award”.

Molte idee interessanti tra i lavori in concorso, a partire dai vincitori,rispettivamente:”Una questione di incredibile importanza”, di Giulia Lapenna, e “Il prezzo di un errore” di Valeria Lippera; per continuare con i premi speciali di “Rai Cultura” assegnati a “Fiori fragili” di Annamaria Dicesare e “Il disegno” di Federico Zorzetto; e terminare con prove coraggiose come “Il contegno degli spaesati” di Raffaelle Nacchiero e il western psicologico “He Must Die” di Antonio Masciopinto con la presenza di Ambrogio Palmisano. L’elenco degli allori e il focus su alcune storture della nostra società si conclude con il Premio Speciale “Social Movies”, Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, conferito a Morgana Farcella per il cortometraggio “Senza Paura” e il Premio Speciale “La Puglia che gira”, Città di Foggia Assessorato Cultura e Foggia Film Festival, conferito a Lorenzo Sepalone per il cortometraggio “Ieri e Domani”.

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