San Valentino storie e leggende sulla festa più dolce dell’anno

Quando il rito pagano svaluta il profondo significato religioso

 

 

di Lucia Buccarello

Alzi la mano chi almeno una volta nella vita, magari nel periodo dell’adolescenza, non ha festeggiato insieme alla propria dolce metà la festa degli innamorati. 

Faccia un passo avanti chi non ha inviato almeno un biglietto di auguri, regalato una rosa o donato un cioccolatino all’amato. Il 14 febbraio San Valentino è, infatti, comunemente ricordato come il giorno degli innamorati.

 

Ma chi sa dire come mai si è scelto questo giorno? Le origini di questa festa sono antichissime, risalgono addirittura al 496 d.C.; anno in cui papa Gelasio I decise di cristianizzare l’antico rito pagano dei lupercalia romani. Fin dal IV secolo a. C. i romani pagani erano soliti rendere omaggio al Dio Luperculus con un singolare rito di purificazione e fertilità.

 

I lupercali, secondo la leggenda, si tenevano presso la grotta sacra a Luperco, ai piedi del colle Palatino, luogo in cui la famosa lupa avrebbe allattato i due gemelli Romolo e Remo.

Qui i sacerdoti offrivano alla dea-lupa una salsa preparata dalle Vestali fatta di farro e sale, sacrificavano una capra (simbolo di fertilità) e un cane (simbolo di purificazione) e con il sangue degli animali battezzavano due fanciulli. Il sacerdote spalmava sulla fronte dei due giovani il sangue che poi veniva rimosso con delle bende intinte nel latte. Il tutto mentre questi bambini ridevano fragorosamente così come era prescritto dalla liturgia. A conclusione del rito venivano inseriti in due urne i nomi delle donne e degli uomini seguaci del Dio e i bambini, precedentemente battezzati, tiravano a sorte le coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità si fosse concluso. L’anno successivo si ricominciava.

 

Determinati a porre fine a questo deplorevole rito i padri della Chiesa decisero di trovare un santo degli innamorati e la scelta ricadde proprio su San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato per la sua determinazione a non sconfessare la fede cristiana.

Nato in una famiglia patrizia Valentino si convertì al cristianesimo e fu consacrato vescovo di Terni nel 197 a soli 21 anni.

 

Visse in un periodo di forti persecuzioni contro i cristiani. Sia l’imperatore Claudio II il Gotico che Aureliano fecero arrestare il vescovo di Terni per costringerlo a abiurare la propria fede. I suoi rifiuti furono però perentori. Accusato di aver disobbedito alle leggi romane unendo in matrimonio un giovane pagano e una cristiana, su ordine di Aureliano fu flagellato e decapitato il 14 febbraio del 273 a 97 anni.

 

Si narra che proprio durante la sua carcerazione compì uno dei suoi primi miracoli ridando la vista alla figlia del suo carceriere.

 

Vi sono poi alcune bellissime leggende legate al nome di Santo.

 

Secondo la tradizione un giorno San Valentino sentì passare davanti al suo giardino due innamorati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con una rosa. Disse ai due di stringere la rosa e di pregare affinché il loro amore fosse eterno. Qualche tempo dopo la coppia tornò da lui invocando la benedizione per la loro unione in matrimonio.

 

Un’altra leggenda narra di un grande giardino, di proprietà del santo, che egli apriva ogni giorno per permettere ai bambini di giocarci. Alla fine della giornata era solito regalare un fiore a ogni bambino. Un giorno venne però imprigionato e condannato al carcere a vita. Valentino, stando in prigione, pensava a quei poveri bambini che non avrebbero più avuto un posto sicuro in cui giocare. Mentre era immerso nei suoi pensieri si accorse che sulle sbarre della finestra si erano adagiati due piccioni viaggiatori che egli riconobbe come suoi. Subito legò al collo dell’uno un biglietto e al collo dell’altro una chiave. La chiavetta era, ovviamente, quella del giardino e nel biglietto c’era scritto “A tutti i bambini che amo, dal vostro Valentino”.

 

A questo miracoloso avvenimento sembrerebbe risalire la pratica dello scambio dei regali e dei bigliettini nel giorno della celebrazione di san Valentino.

Una festa soppressa dalla Chiesa nel 1969, ma che continua a comparire sul calendario e che affascina soprattutto l’industria del consumismo che sull’amore ha costruito i suoi proventi.

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