“Scrivi Belle Parole”: racconti per l’Unione Italiana Genitori

Un viaggio narrativo per le terre piemontesi
e un messaggio solidale e di condivisione di valori

di Barbara Saccagno 

Dodici racconti dedicati a sogni, a speranze, a storie, a vite sospese fra il passato ed il futuro. Un libro dedicato a tutti i genitori e ai giovani e giovanissimi, maschi e femmine, che lottano con coraggio, senza mai spegnere la luce della speranza per il domani.

“Scrivi Belle Parole”: un titolo evocativo, ed impegnativo,quello della sfida narrativa “Premio Banca del Piemonte”. Dodici gli scritti selezionati dalla giuria, tutti dedicati alle tante sfaccettature territoriali e socio culturali del Piemonte. Al libro è affidata una missione importante: devolvere interamente il ricavato all’Unione Italiana Genitori.

Fuori non piove più. Potresti rimetterti in cammino, per raggiungere la città e la pianura. Ma a volte è bello fermarsi ad ascoltare le parole della parte più profonda di noi, la voce del sangue, dell’angolo del cuore dove sono custoditi i ricordi di bei giorni mai vissuti”. p. 69

“Scrivi Belle Parole” non è, dunque, solo un viaggio narrativo tra i profumi e l’essenza della “piemontesità”. Voci differenti raccontano, ognuna nella sua unicità, angoli e frammenti della propria terra. È anche, e soprattutto, un messaggio solidale ed una condivisione di valori, quelli profondi di U.G.I che ogni giorno è al fianco delle famiglie che si trovano all’improvviso a combattere contro i tumori infantili, sconvolte dalle paure, dall’angoscia, dall’aver perso ogni certezza, ogni punto di riferimento. hanno bisogno di puntelli per sostenere una sfida che non si può vincere da soli.

U.G.I. è un’associazione nata a Torino negli anni ’80, presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita, qui i suoi volontari si occupano di supportare e di accogliere le famiglie e i piccoli pazienti che devono restare mesi lontani da casa in un “terreno” ostico e complesso, sospesi nelle nebulose dell’incognito, fuori dai confini della vita immaginata.

Ecco perché le “belle parole” sono tutte dedicate al “Piemonte”, ai suoi tanti paesaggi e “modus vivendi”, così diversi, unici e peculiari, seppure racchiusi sotto l’ala pacata della sonnecchiante aria calma della“provincia”, là dove non sembra capitare mai nulla. Eppure grandi imprese e sfavillanti fuochi si accendono e si spandono da queste radici pedemontane, sviluppandosi dalla bellezza decadente e malinconica che non si perde nel bicchier d’acqua del pantano della sfiducia e dell’inerzia.

Dodici racconti brevi, dodici vaghi di collana che si inanellano fra le dolci colline, la pianura e le maestose montagne. Dodici passi ritmati lungo le strade polverose del passato e quelle veloci del presente. Fiumi di parole che accendono lumi dietro le sottili finestre del tempo. Respiri, ricordi e vita che scorre. Una danza che scivola sui piedi sicuri dei ballerini sulla pista conosciuta, percorsa e ripercorsa allo sfinimento, spazi e passi studiati a memoria, eppure non stancano mai, sono capaci di rivelare guizzi improvvisi mai uguali a sé stessi, ogni volta che le luci si accendono sugli abiti luccicanti nulla cancella il fascino che sprizza dalle sagome dei danzatori aggraziati. Così è questa terra.

Forse, era semplicemente una vite, rigogliosa ed orgogliosa delle sue radici che possono portarti lontano senza la disperata necessità di staccarsi dalla propria zolla.” p. 88

Storie che intrecciano vissuto e fantasia, che si perdono nei meandri dei “bei tempi andati”, nei profumi inconfondibili del vino, delle nocciole e delle castagne. Parole che si affacciano al davanzale del futuro con lo sguardo sobrio e sicuro dei bugia nen, che non nasconde il malcelato orgoglio di appartenere ad una terra vera, piena di meraviglie nascoste che lasciano a bocca aperta quando si svelano agli sconosciuti.
Tra le pagine emerge sempre fra le righe il legame forte con le proprie radici e quel gusto dolceamaro di ritrovare con certezza la tradizione, i profumi, gli orizzonti, i gusti tipici e le storie d’osteria. Seduti al calar del sole in un tavolino un po’ sciupato con i compaesani davanti ad un buon bicchiere di vino, eccellenza “divina” che è “sangue” e dna piemontese, i sorrisi dei “vecchi”, il vociare che si interrompe in silenzi seguiti da sguardi vaghi verso il nulla, i ritmi lenti delle stagioni: una fotografia costantemente uguale, sia fra le onde dolci dei colli, sia sotto l’ombra maestosa delle “sentinelle del cielo” o nella piana luccicante e lineare.

Un omaggio al brillio sobrio della “piemontesità”, un condensato di energia da donare a tutti coloro che sono in trincea a combattere per guadagnarsi il “futuro”. Un raggio di sole che invita a guardare “oltre la siepe”, verso gli sconfinati orizzonti del domani con fiducia, certi dell’abbraccio caloroso della propria terra e del cielo infinito tinto d’azzurro.

“Scrivi Belle Parole” è un volume agile e scorrevole, la lettura corre veloce sui dodici “sguardi” personali dedicati al Piemonte. Si potrebbe definire una “specie” di anomalo “diario di viaggio” per viandanti appassionati che scoprono luoghi sconosciuti in compagnia di guide d’eccezione che li conducono là dove nessun altro vi è mai giunto sino ad ora.

Un modo diverso di leggere un territorio, attraverso tracce inedite e sussurri delicati che invitano alla scoperta e alla condivisione in punta di piedi e con incanto trasognato.

– AA.VV., “Scrivi Belle Parole”. Premio Banca del Piemonte, Torino 2019

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