Videogiochi in sala operatoria: la chirurgia robotica

Braccia meccaniche
nel corpo
del paziente

di Maria Beatrice Protino

Allo Ieo, l’Istituto europeo di oncologia di Milano, il primo intervento robotico di rimozione della prostata risale al 2006.

Oggi sono una quindicina i chirurghi dell’Istituto in grado di operare con l’ausilio delle macchine: urologi, specialisti in intestino, polmone, utero, ovaio. I chirurghi italiani possono fare affidamento su 36 robot distribuiti in diversi ospedali della penisola e l’anno prossimo, proprio allo Ieo, si darà inizio alla lezioni della scuola di chirurgia robotica.

Il joystick di un videogioco

Il chirurgo, guardando nel monitor di un computer-cabina, muove con le mani due comandi – che sembrano i joystick di un videogioco – e coi piedi due pedali per inviare comandi a quattro braccia meccaniche che si agitano sopra il paziente: esse eseguono le istruzioni del chirurgo robotico. Gli altri collaboratori – l’anestesista e gli infermieri – osservano uno schermo che mostra in tre dimensioni, con la massima definizione, ciò che accadde all’interno del corpo del paziente.

La flessibilità degli arti robotici è maggiore di quella umana

Questa nuova frontiera della chirurgia esprime il massimo del suo potenziale in spazi di intervento molto piccoli. Rispetto alla laparoscopia classica – che comunque consiste già in una metodica chirurgica mini invasiva – lo strumento robotico consente una visione tridimensionale e ingrandita e una posizione molto più confortevole per il chirurgo. Le braccia meccaniche, inoltre, hanno una flessibilità che il polso, il gomito e la spalla dell’uomo non permettono.
Le conseguenze più importanti, però, sono per il paziente, perché questi nuovi strumenti permettono di essere ancora meno invasivi e più minuziosi, così anche la fase di recupero post-operatorio sarà più breve.
Ma c’è di più: se per imparare a operare in laparoscopia classica occorrono almeno un centinaio di interventi – con l’assistenza dell’esperto accanto – per operare con l’ausilio del robot ne sono sufficienti una ventina: il futuro è molto più vicino di quanto si creda.

 

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