La crisi libica ha sorpreso…

…ma era già stata prevista!

di Giuseppe Spedicato

Dalle attuali crisi nordafricane abbiamo appreso che nessuno le aveva previste, eppure non poteva non sapersi che l’area era in fermento da decenni e che solo grazie a feroci repressioni, tollerata dall’Occidente e dalle potenze emergenti, i regimi nordafricani si garantivano una certa stabilità.

Non era necessario avere accesso a relazioni di servizi segreti stranieri, bastava leggere i rapporti di Amnesty International o “Il libro del buio” del celebre Tahar Ben Jelloun (Edizioni Einaudi, 2001) per avere la consapevolezza che prima o poi qualcosa sarebbe accaduto.

Abbiamo anche capito che nessuno ha ben chiaro sul da farsi per uscire da questa grave situazione. D’altra parte non avendo previsto la destabilizzazione di questi paesi, non ci si è preparati a questa eventualità.  Oltre a ciò l’Occidente non ha, agli occhi dei popoli islamici, alcuna credibilità da spendere nella risoluzione di una crisi che può destabilizzare l’intero Mediterraneo e non solo.

La crisi libica pare caduta in una fase di stallo. Non si sa ancora chi potrà avere la meglio fra i  contendenti. Ciò significa che continueranno le stragi, aumenteranno i profughi ed i movimenti religiosi radicali avranno maggiori opportunità di insediarsi nel paese. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che la comunità internazionale non può abbandonare il popolo libico al suo tragico destino. Gheddafi dispone di ingenti risorse finanziarie per assoldare mercenari e per continuare a bombardare il suo popolo. È disposto a tutto anche perché sa di essere isolato,  solo Chávez e Castro gli sono rimasti fedeli in nome di una comune militanza anti-imperialista.

Pertanto, ora il  problema è: che fare per evitare che la crisi libica provochi altre stragi e destabilizzi l’intero Mediterraneo? Gheddafi non è certo il tipo da lasciarsi intimorire da sanzioni internazionali, ha già dimostrato abbondantemente di saper sopravvivere ad esse. Sa bene che le risorse energetiche del suo paese sono indispensabili a molti paesi. Sa che l’ONU è un organismo con pochi poteri e fortemente delegittimato. Sa che le popolazioni islamiche non gradirebbero un intervento dell’Occidentale in Libia. I gravissimi errori commessi dall’Occidente in Iraq, in Afghanistan ed in Somalia non lo consentono. La Libia rischierebbe di trasformarsi in un altro Afghanistan.

Pertanto, l’unica soluzione praticabile sembra essere quella di far intervenire forze non occidentali, prima di tutto i paesi aderenti alla “Lega araba” e  quelli aderenti all’ “Unione Africana”, ma anche paesi asiatici e  sudamericani. Questo intervento avrebbe il vantaggio di non dare la possibilità a Gheddafi di chiamare i popoli islamici ad una guerra santa contro l’Occidente oppressore, ma anche ad impedire a Cina e Russia di opporsi a qualsiasi iniziativa nel paese con il pretesto (interessato) che sarebbe una “ingerenza” in un paese sovrano.

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