Rivoluzione digitale

Ora le domande
si presentano
col CD 

di Silvia Riezzo

Pochi giorni fa il Tar pugliese ha emesso una sentenza – interessante per le sue conseguenze – circa una controversia occorsa tra la Provincia di Foggia e un’azienda operante nel settore ICT.

La società, che aveva partecipato a una gara d’appalto per la fornitura di servizi e infrastrutture tecnologiche all’archivio della provincia di Foggia, ne era stata esclusa per un difetto nella consegna della documentazione: aveva presentato il plico di domanda senza il CD contenente i file in formato pdf, come il regolamento di gara prevedeva esplicitamente – pena l’esclusione – allo scopo di rendere più veloce ed agevole la consultazione dei documenti.

Il tentativo della società di ritornare in pista presentando un ricorso al Tar è fallito miseramente: il ricorso è stato respinto e la società condannata addirittura al pagamento delle spese di lite.

Da questo episodio si evince un chiaro segnale, il passaggio al digitale sta pian piano diventando una prassi diffusa, una condizione essenziale nella vita lavorativa e nello scambio fra cittadini ed enti pubblici, non più un fenomeno isolato, opzionale, per pochi eletti come accadeva fino a qualche anno addietro.

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