Erna Fergusson


La prima donna guida turistica


di Redazione

Il 21 febbraio ricorre la Giornata Internazionale della Guida Turistica con una settimana di iniziative culturali che tendono a far conoscere questa figura professionale. Fu un’americana, Erna Fergusson, agli inizi del ‘900 a tracciare, con la sua attività, il primo modello professionale della guida turistica femminile.


Mise a frutto le sue competenze e il suo amore per la storia, la cultura e le tradizioni, inventando una professione che avrebbe offerto indipendenza personale ed economica, in un periodo storico in cui le scelte lavorative per la donna erano limitate.

Cenni biografici

Erna Fergusson (Albuquerque 1888 –1964) era una scrittrice e storica che ha documentato la cultura e la storia del New Mexico per più di quarant’anni.

Erna nacque in una famiglia benestante e nota. Sua madre era Maria Clara Huning, la figlia di un uomo di grande successo, Franz Huning, un investitore immobiliare. Il padre di Erna Fergusson era Harvey Fergusson, un noto avvocato di White Oaks, nel New Mexico. Egli si trasferisce poi nel 1883 a Albuquerque, dove stringe amicizia con Franz Huning. Quattro anni più tardi, nel 1887, Clara Maria Huning e Harvey Fergusson si sposarono.

Erna, la maggiore di quattro figli, è cresciuta alla Glorieta, che è stata la sua residenza principale in New Mexico. Tuttavia, tra il 1897 e il 1899 Erna aveva trascorso i suoi anni formativi a Washington, quando suo padre serviva come delegato per gli Stati Uniti

Nel 1906 Erna si diplomò alla Central High School a Albuquerque. Lei ha cominciato a insegnare nelle scuole pubbliche Albuquerque, mentre allo stesso tempo promuoveva la sua educazione . Nel 1912 si è laureò presso UNM con una Laurea in Pedagogia.
Un anno dopo Erna concluse il suo Master in Storia alla Columbia University di New York. Dopo un periodo di insegnamento in Virginia,  decise di tornare a casa e continua a insegnare a Albuquerque.

Nel corso della sua vita Erna ha avuto anche altre occupazioni. Durante la Seconda Guerra Mondiale lavorò con la Croce Rossa come segretaria dei servizio a domicilio e Supervisore di Stato per il New Mexico. Dopo la guerra divenne reporter del Albuquerque Herald, scrivendo diversi articoli riguardanti la sua città natale.

Nel 1926 fu incaricata dal Century Magazine di scrivere “Pellerossa in ferrovia” e “Dal rodeo al Rotare” due dei suoi pezzi, che molti anni dopo, insieme ad altre opere brevi divenne una pubblicazione.

Nel 1931 Erna Fergusson pubblicò il suo primo libro Dancing Gods, che raccontava sui rituali Indiani. Al succeso di Dancing Gods seguirono numerosi libri di viaggio: “Fiesta in Mexico” (1934), “Mexican Cookbook” (1934), “Guatemala” (1937), “Venezuela” (1939), “Our Southwest” (1940), “Our Hawaii” (1942), “Chili” (1943), “Cuba” (1946), “Hawaiian Islands” (1950), “Hawaii” (1950), “New Mexico: A Pageant of Three Peoples” (1951), “Mexico Revisited” (1955).

Nel 1942 Erna Fergusson contribuì a fondare la Albuquerque Historical Society. L’anno successivo fu insignita della Laurea ad Honorem in Lettere dell’Università del New Mexico. Morì nel 1964.

La Fergusson’s Koshare Tours e le sue “couriers”

Nel 1921 Erna Fergusson, durante il suo incarico di cronista nell’ “Herald Albuquerque“, fondò al fianco dell’amica  Ethel Hickey la Compagnia di viaggi  “Koshare Tours”, con la volontà di effettuare visite guidate ai turisti per introdurli alle culture native, promuovendo un tour pionieristico nell’Arizona, nel New Mexico e tra i cerimoniali indigeni, narrate con quella passionalità analitica capace di spiegare significati spirituali, mitologici, antropologici, etnografici e culturali.

Le due giovani donne realizzarono opuscoli promozionali sui quali, con stile innovativo e fresco, mirato a sensibilizzare i turisti alla conoscenza dei luoghi, scrissero: “Koshare Tours sono stati creati per rivelare a voi i piaceri di una terra ancora poco conosciuta al viaggiatore, per invitarvi a uscire dalla ferrovia e stringere la mano a un migliaio di anni.” Fu così che Erna ed Ethel, con le loro escursioni, condussero i turisti e gli ospiti per tutto il Sud-Ovest del deserto, fornendo loro tutti i confort e le comodità della vita moderna.

Grazie alla sua personalità spontanea, garbata e rispettosa riuscì ad allacciare rapporti di amicizia con tutti gli abitanti dei villaggi indigeni americani, e gli indiani la denominarono “beautiful swift fox”, come ricorda Robert Gish in una biografia a lei dedicata. Erna organizzava visite guidate turistiche nei dintorni di Santa Fe, in bus a sette posti, programmando l’arrivo e la partenza nella capitale. Faceva da guida lei stessa ai suoi clienti viaggiatori, e pian piano assunse altre donne, denominate “couriers” a svolgere l’attività turistica e culturale.

Secondo la regola istituita dalla Fergusson, le “couriers” dovevano essere “giovani donne istruite e con quale grazia sociale” e “sufficientemente intelligenti da imparare molti fatti relativi a questa terra e da presentarli in modo da interessare i viaggiatori intelligenti. Vengono selezionate anche tenendo conto della conoscenza dei luoghi, dello spagnolo e di qualsiasi altra conoscenza o abilità particolare che le aiuti a presentare questa terra in modo adeguato”.

La “Koshare Tours” ebbe così tanto successo che Fred Harvey, noto imprenditore nell’ambito della ricettività e della ristorazione, acquistò la compagnia di viaggio e assunse Erna Fergusson per dirigere la “Detour Service” della Società Harvey, che aveva lo scopo di incentivare i turisti in ferrovia, offrire ad essi servizi d’accoglienza e ristoro efficienti e qualitativi, e di sviluppare il West americano.

La Fergusson, ancora una volta, all’interno della “Harvey Company”, operando con la “Indian Detours Company”, fondata da R. Hunter Clakson, si attivò a formare ed assumere un gran numero di guide turistiche femminili, per effettuare i tour culturali dai depositi ferroviari ai villaggi indigeni. Ormai lontani i tempi dei “ciceroni” improvvisati, le “couriers” volute da Erna erano “donne di carattere”, preparate, sensibili ed educate alla cultura dell’accoglienza, dell’assistenza e della divulgazione turistica, pronte e capaci a condurre gli itinerari turistici.

Utilizzando il modello di immagine, di business e di successo delle “Harvey Girl”, nacquero le “Indian Detour couriers”. Le aspiranti guide turistiche furono sottoposte a una rigorosa istruzione in storia, cultura, ambiente ed archeologia del Sud-Ovest in modo tale da poter guidare personalmente i turisti negli angoli più suggestivi del territorio, a contatto con le tradizioni culturali, le terre degli indiani e la vita del paese.

Le “couriers” indossavano delle divise di guida, dallo stile southwestern, erano un incrocio tra quelle delle guardie forestali e i costumi indigeni: pantaloni marrone chiaro su misura, o lunghe gonne di lana, camicetta-casacca di velluto navajo, cintura concho, monili e collane d’argento martellato e turchesi, e stivali di pelle. Per ripararsi dal sole caldo, Erna pensò di proteggere le guide con un cappello stetson a tesa stretta.

Le “couriers” accoglievano e salutavano gli ospiti in arrivo con il treno e svolgevano il duplice ruolo di piacevoli e cordiali hostess e di valide e colte guide turistiche; le loro informazioni non erano intrusive e monotone, ma costituivano un “archivio di fatti estremamente interessanti” capaci di “sviluppare il pieno interesse di un paese inedito”.

Erna Fergusson, con i suoi tour prima e con i suoi scritti dopo, incoraggiava le persone a visitare quei luoghi, che il lettore, grazie ai suoi testi coinvolgenti, riusciva a immaginare e richiamato a visitare.

Alla sua morte venne ricordata come una donna divertente che “è sempre stata un piacere sentirla nella splendida cornice parole-aneddoto, una voce di timbro fine, teneva i palmi delle mani verso l’alto come se portasse il suo parere e compiendo gesti di appoggio circolare per la sua storia”.

Approfondimenti
Sitografia

– Bacca D., “Erna Fergusson, l’ideatrice della guide turistiche femminili”, in “Fondazione Terra d’Otranto”, 21/02/2011

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