Disney e Dalì: un…”Destino” in comune

Quando il cinema di animazione incontrò il Surrealismo

 

di Sergio D’Amico

 

Walt Disney e Salvador Dalì hanno contrassegnato il Ventesimo Secolo in due ambiti molto diversi: il fumetto e il cinema, il primo; l’Arte, il secondo. Di conseguenza, si potrebbe pensare che questi due geni non abbiano avuto nulla in comune. Ma non è così. Entrambi collaborarono, infatti, alla produzione di un cortometraggio a cartoni animati; che, però, non vide mai la luce, se non in anni recenti. “Destino”, questo il titolo del “cartoon”, è stato realizzato a distanza di quasi sessant’anni dall’idea originale. Grazie, anche, alla moderna tecnologia di animazione.

 

 

Un progetto perduto e ritrovato

 

Il secondo conflitto mondiale era terminato da poco, quando Walt Disney propose al grande pittore spagnolo Salvador Dalì di realizzare insieme un cartone animato, come parte di un lungometraggio a episodi, e ispirato alle immagini oniriche proprie delle opere del grande maestro surrealista. Dalì non era nuovo a collaborazioni con Hollywood. Sue, infatti, erano le inquietanti scenografie della celebre sequenza del sogno, contenuta nel film di Hitchcock “Io ti salverò”, uscito nel 1945. E, proprio in quell’anno, Dalì iniziò a dipingere una serie di bozzetti, aiutato da John Hench, artista degli “Studios” della Disney. Purtroppo, dopo appena otto mesi, il progetto fu abbandonato, a causa di problemi finanziari; dato che, durante la Seconda Guerra Mondiale, la Walt Disney era stata colpita da una grave crisi economica. Tuttavia, Hench produsse un piccolo test d’animazione, della durata di circa 18 secondi, nella speranza di un futuro recupero del progetto. Ma fu solo nel 1999, che Roy Edward Disney, nipote del grande Walt, riprese l’idea di realizzare il progetto di “Destino”, mentre stava lavorando alla realizzazione del film di animazione “Fantasia 2000”,

 

Un lavoro fra il nuovo e l’antico

 

Allora, gli Studios Disney di Parigi furono incaricati di completare il filmato. Il film fu prodotto da Baker Bloodworth e diretto dall’animatore francese Dominique Monfrey. Una squadra di circa 25 tecnici si impegnò a decifrare ben 135 criptici schizzi di Dalí (avvalendosi anche degli appunti della moglie di quest’ultimo) e i bozzetti di Hench; il cui contributo si rivelò fondamentale, nonostante la sua età avanzata. Il risultato fu un cortometraggio (dalla durata di poco meno di sette minuti), in cui sono mescolati elementi di animazione classica e ritocchi apportati con la grafica computerizzata. Fedele al programma artistico del Surrealismo, il filmato è privo di una trama logica; e risulta formato da una serie di immagini, tanto suggestive quanto assurde, accompagnate dalle note della canzone (intitolata, per l’appunto, “Destino”) composta, su commissione di Walt Disney, dal musicista messicano Armando Dominguez. L’unico elemento comprensibile del filmato è rappresentato da una giovane donna, che si aggira in paesaggi onirici e alieni.

 

Un successo arrivato tardi…in Italia.

 

Il cortometraggio fu presentato in anteprima – e premiato – al Festival del Cinema di Animazione di Annecy il 2 giugno 2003, e ricevette una Nomination ai Premi Oscar l’anno successivo. Invece, si dovettero aspettare ben sei anni per poterlo vedere in Italia. Cosa che avvenne il 22 settembre 2010, in occasione dell’apertura di una mostra di dipinti di Dalì, ospitata nel Palazzo Reale di Milano. Nello stesso giorno, nel numero 2861 del settimanale per ragazzi “Topolino”, apparve la storia a fumetti “Topolino e il surreale viaggio nel Destino”, scritta da Roberto Gagnor e disegnata da Giorgio Cavazzano. Lì, Topolino, Pippo e Paperino accompagnavano i giovani lettori alla scoperta della vicenda che portò Disney e Dalì a collaborare per la realizzazione del cartone animato. In seguito, il cortometraggio fu inserito, sottoforma di “Contenuto EXtra” nel Blue Ray Disc di “Fantasia 2000”, sempre della Walt Disney Productions. In alternativa, può essere visualizzato gratuitamente su Internet, cliccando qui.

 

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