“La pazza gioia” di Paolo Virzì

Una storia di amicizia e di follia

di Frédéric Pascali


Non è facile affrontare il tema della fragilità della psiche, tanto più se ci si concentra su quella di due donne espressione di mondi tra di loro agli antipodi. Pur faticando non poco nel reggere le figure del dramma con l’ausilio delle corde della commedia, Paolo Virzì vi costruisce attorno il punto di vista principale del suo ultimo lavoro. Avvalendosi della grande interpretazione delle due protagoniste, Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi, supera parzialmente le asperità di una sceneggiatura, scritta insieme alla collega Francesca Archibugi, ingabbiata in una ripetuta esposizione del pathos e in un senso di incompiutezza che sino all’ultimo non abbandona lo svolgimento del racconto.

 

La trama

Beatrice Morandini Valdirana, matura rampolla di una nobile e ricca famiglia, è “ospite” di Villa Biondi, una comunità terapeutica dove sono tenute in custodia giudiziaria donne affette da vari tipi di disturbi mentali. Invaghitasi di un truffatore si è fatta raggirare e ha raggirato, marito compreso, finché un giudice non l’ha condannata. Lungi dal rassegnarsi alla nuova condizione, le sue aspirazioni cambiano quando all’interno della Villa giunge Donatella Morelli, una giovane ragazza madre che ha tentato il suicidio assieme al suo bambino. Emaciata, cupa, con povere vesti indosso, Donatella attira subito l’attenzione di Beatrice che fa di tutto per averla in camera con sé. È l’inizio di una tribolata e vertiginosa amicizia che avrà conseguenze sulla vita di entrambe.

Un film di successo

“La pazza gioia” è senza dubbio un film di successo e di consensi, non da meno saranno probabilmente i premi, è candidato a 10 “Nastri d’Argento”, ma ha qualcosa al suo interno che ne inficia il meccanismo rendendolo inevitabilmente imperfetto. Sono dettagli che investono le contraddizioni di una trama che, apparentemente fortemente ancorata a una dinamica realista, finisce per sconfinare a tratti nell’inverosimile senza una plausibile giustificazione.

Non sono d’aiuto, nel manifestarsi di queste dinamiche, i dialoghi che mal si adeguano ai 118 minuti della pellicola, scivolando non poco su banalità, “già sentito” e forzature varie.

Lo stesso contesto recitativo, se messo a confronto con le performance della Ramazzotti, “Donatella”, e della Bruni Tedeschi, “Beatrice”, soffre terribilmente generando aspetti macchiettistici che a tratti spingono il film verso il declivio che porta al baratro del grottesco.

Bella e molto ben dosata la fotografia di Vladan Radovic che per il film di Virzì ha girato in digitale utilizzando quanto di più tecnologicamente vicino alla pellicola (una macchina da presa digitale Arri Alexa), riuscendo a dare una luce e un colore appropriato a ogni stato d’animo dei protagonisti.

 

Approfondimento
Scheda del film

Regia: Paolo Virzì.

Fotografia: Vladan Radovic.

Sceneggiatura: Francesca Archibugi, Paolo Virzì.

Musiche: Carlo Virzì.

Montaggio: Cecilia Zanuso.

Scenografia: Tonino Zera.

Interpreti principali: Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Marco Messeri, Anna Galiena, Tommaso Ragno.

 

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