“La vita che scorre”, l’umanità narrata senza pudori



Storie di sentimenti, drammi e passioni
che attanagliano l’esistenza umana

di Barbara Saccagno

 

La vita che scorre” è una raccolta di racconti scritta a quattro mani da due amici. Una “strana” coppia di profondi conoscitori dell’esistenza umana e delle sue più oscure pieghe, grazie anche alla loro pluriennale esperienza di intervistatori radiofonici a Radio Biella. Pier Carlo Leone e Romeo Serpieri, gli autori, viaggiano sui binari infiniti delle sfumature dei “vinti” e dei “vincitori” – che, però, paiono esserlo solo sulla carta – sondando a fondo, senza sconti, psicologie e storie che narrano l’umanità nella sua impietosa imperfezione.

 

Ogni racconto è una vita a sé.  Un piccolo quadro che ritrae i personaggi con pennellate di lieve cinismo: uomini e donne che si muovono dondolando in stinti fondali di provincia, quella sonnacchiosa e lontana dagli abbagli dorati delle grandi città , eppure piena di palpiti e di oscure storie nascoste dietro alle cortine del perbenismo. Ogni personaggio oscilla instabile dentro una trama che mescola irrealtà immaginaria e tracce di cruda realtà, quella che ci sembra di scorgere nelle facce dei passanti che incontriamo ogni giorno sulle nostre strade.

Persone che cercano il riscatto, il rinnovamento o un piccolo impulso che rimetta in circolo la linfa vitale per ritrovare quell’attimo fatto di sogni e di speranze, spesso vane. Qualcuno sembra riuscirci, seppure un sottile spleen risuona a bassa voce, in controluce, lasciando il retrogusto amaro di una vittoria a metà. Certi decidono di accettare il compromesso, si accontentano di passare una superficiale “mano di pittura bianca” su una casa diroccata per mantenere un decoro d’apparenza, “sono le cose semplici che danno serenità e rendono la vita accettabile”.

Alcuni, invece, superano gli ostacoli senza cancellare i ricordi: taluni rovinosamente cadono senza ritorno, qualcuno subisce, altri s’impongono, a modo loro, in un’eterna guerra di sopravvivenza.

I racconti scorrono veloci nella loro concisa brevità che contiene la profondità di una ricerca psico-intimistica che scandaglia l’animo e la mente umana, fissando nero su bianco il senso di finito e di impotenza che ogni essere umano deve affrontare quando si guarda allo specchio, vedendo riflesso sé stesso ed il mondo circostante, dove, suo malgrado, è spettatore pagante.

Pánta rêi (πάντα ῥεῖ), “tutto scorre”, come il torrente Oropa fotografato in copertina. Raccontando le vite altrui si scorge qualche timido raggio di sole che scalda la pelle: un libro profondo, diretto, vero. La vita che scorre narra di noi, di quello che siamo, di ciò che non diciamo, di quello che viviamo ogni istante. Rispecchia la contemporaneità, le sue tante debolezze e le sue spasmodiche ricerche di quella che chiamiamo “felicità”.

Approfondimenti


– Pier Carlo Leone, Romeo Serpieri,”La vita che Scorre – Racconti fantasiosi ma non troppo“, E20 Progetti Editore Candelo, 2008.

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