“Storie di donne speciali” di Luisa Lana – Recensione

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Un album di ricordo di donne, uniche e diverse,
che hanno toccato la vita della giornalista

 

di Barbara Saccagno 

Questo libro è dedicato alle Storie di donne speciali che hanno attraversato la vita dell’autrice, la giornalista valsesiana Luisa Lana, lasciando dei segni indelebili sul suo percorso di crescita personale, perché sono storie al femminile che “meritano di essere ricordate”. Un album che profuma di ricordi, una raccolta di emozioni, profumi, sensazioni, colori e storie che si perdono nel tempo e s’intrecciano ad una biografia sotto traccia dell’autrice, che emerge, riaffiora, si riallaccia e si interfaccia con quelle delle tante donne che ha incontrato lungo il suo cammino e che le sono rimaste addosso con la loro peculiare, singolare e atipica bellezza.

Donne, tutte, che attraverso la penna, ed il vissuto, dell’autrice sono raccontate nella loro essenza. Un quadro variegato della femminilità quotidiana che mette in chiaro vite ordinarie mai banali: ognuna di loro fa brillare la propria unicità e la propria personale vicenda, uguale a tante eppure unica.
Le donne speciali sono forti, deboli, fragili, inossidabili, pazze, solitarie, folli, combattive, uniche, diverse, forse solamente sé stesse; una scelta difficile questa, ancor più se si è nate in piccole, e chiuse, valli montane cristallizzate nella routine tradizionale che non ammette deviazione alcuna e ha ben poco, se non nullo, tempo per dare valore alle emozioni ed alle parole.

Mille parole, anche, ho pensato, per descrivere Elle.
Me l’ha insegnato lei che le parole sono importanti, che non bisogna trascurarne il peso, soprattutto quando le cuci intorno e addosso alle persone, che vanno pensate bene, pronunciate con cautela, mai a caso, tenendosi più distanti possibile da superficialità e approssimazione.” (p. 103)

Nomi che si rincorrono, intervallati dai disegni stilizzati, briciole di Pollicino in bianco e nero che invitano il lettore a seguire il filo rosso che svela la semplicità della quotidianità, delle piccole storie che nessuno ha l’attenzione di leggere, e di eviscerare, in profondità, oltre il cicaleccio di paese, perché sono vicende troppo “normali” o “provinciali” per diventare racconto da leggere “oltre la propria piazza”. Eppure, è proprio lì che si nascondono grandezze e valori che meritano di essere narrati, messi in chiaro, superando silenzi ed indifferenze.
Sono donne che nascondono una bellezza singolare, che ci ricorda che per essere uniche e speciali non serve la bacchetta magica, basta essere capaci di ascoltarsi ed accettarsi.

Quante voci, quanti silenzi traspaiono dagli animi di queste donne, quanto coraggio e determinazione nelle loro scelte, quanti segreti da svelare e quanti da custodire.
Può anche darsi che quando avrò finito di raccontare mi rimarrà l’impressione di avere rielaborato episodi e situazioni, filtrato fatti e volti, ignorando senza volerlo quel che la mente si allena a tenere distante: una storia non proprio inventata ma forse rivista.

– Luisa Lana, “Storie di donne speciali”, Tipolitografia di Borgosesia, 2017.

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