Superstizioni, miti, leggende

alchimista
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Significati e origini

di Rossella Bufano

Paure e desideri “muovono” l’uomo sin dalle sue origini e sono l’humus di superstizioni, miti e leggende.
Il concetto di superstizione ha diverse interpretazioni. Cicerone lo fa derivare da “superstites” (superstiti), cioè le invocazioni rivolte frequentemente agli Dei per proteggere i figli dalle loro ire funeste.  S. Agostino lo fa risalire al verbo “superstito”, cioè preservare, far durare, sopravvivere. Inteso come sopravvivenza sia agli eventi, che di arcaici riti.

Infatti, le scaramanzie sono essenzialmente un retaggio di antiche credenze popolari, spesso di derivazione religiosa. Il fine è quello di attribuire una logica, dare una spiegazione a fenomeni che altrimenti appaiono incomprensibili.

La superstizione come antidoto alla paura generata da fenomeni inspiegabili

Come sostiene il sociologo Lugi Spedicato (università del Salento), l’uomo ha bisogno di attribuire un ordine razionale alla realtà che lo circonda, di credere che il mondo abitato dagli esseri umani non sia solo un caotico assemblaggio di accadimenti. Diversamente vivrebbe in preda alla paura dell’ignoto. Quando, però, sfugge la relazione di causa ed effetto tra due ordini di eventi, ecco che ha origine la superstizione. Questa consente di ripristinare il meccanismo di causalità senza dover necessariamente conoscere i dispositivi razionali che hanno realmente generato l’effetto. Nelle Murge pugliesi, a esempio,  era diffuso l’uso di lavare il neonato nel vino rosso per farlo crescere “sano e forte”. Con ogni probabilità, come si evince anche da recenti studi, il vino ha proprietà sterilizzanti e nelle povere famiglie contadine era, per l’appunto, l’unico disinfettante accessibile. Alla base della superstizione, per Spedicato, vi è dunque un sistema di difesa dall’ignoto e dalla paura che esso evoca.

Magie e pratiche divinatorie

Quando si parla di superstizioni si fa riferimento a una molteplicità di cose: credenze, magie, pratiche divinatorie (dalla lettura delle carte all’astrologia).
La magia viene distinta sommariamente in nera e bianca, la prima con finalità negative e la seconda con scopi benefici. Ma vi sono ulteriori suddivisioni. La magia simpatetica o omeopatica che utilizza immagini o oggetti (amuleti e talismani). La magia da contatto che consiste nella preparazione di pozioni e filtri magici con ingredienti più o meno naturali. L’incantesimo che agisce tramite parole o formule magiche. La divinazione che ha la finalità di prevedere il futuro o l’ipotetico esito di eventi, attività, amori, viene praticata con l’astrologia, la cartomanzia, il presagio o la preveggenza.

L’astrologia: influenza degli astri sulla vita degli individui

L’astrologia, dal greco “astrologhía” = “ástron” + “lógos” ossia “discorso sulle stelle”, è un’arte divinatoria che interpreta le posizioni planetarie dei corpi celesti e gli influssi che esse hanno sui singoli individui. Lo studio dell’astrologia, fiorente nel Rinascimento a opera di filosofi, è considerata la sorella minore dell’astronomia. Nello stesso periodo storico si sviluppa l’alchimia, in seguito alla riscoperta del “Corpus Hermeticum” di Ermete Trismegisto che Cosimo de’ Medici fa tradurre da Marsilio Ficino intorno al 1460. Gli alchimisti ricercano la pietra filosofale che possiede tre proprietà fondamentali: un elisir in grado di conferire l’immortalità e di guarire da qualsiasi malattia; l’onniscienza che consente di conoscere passato e futuro, bene e male; la possibilità di trasmutare i metalli in oro. Il confine tra magia, stregoneria e scienza è labile. Accanto all’alchimia, infatti, si sviluppano altre discipline: chiromanzia, numerologia,  matematica, medicina, anatomia. Molte streghe bruciate al rogo durante la Controriforma sono donne che conoscono le proprietà medicamentose delle erbe e delle piante.

Mito: racconti di divinità e antichi eroi

Il termine “mito”, dal greco “mythos”, nell’accezione utilizzata da Omero, significa parola, discorso. Oggi fa riferimento a racconti di eventi fantastici e leggendari che hanno come protagonisti divinità e antichi eroi. Il mito è legato a credenze religiose e cerca di spiegare il rapporto tra l’uomo e la natura, di dare risposte ai misteri del cosmo.
Si distinguono diversi tipi di mito: naturalistico, cosmogonico,  teogonico, eziologico, storico. Il primo consente all’uomo primitivo di dare una spiegazione agli eventi naturali, considerandoli effetti delle azioni divine. Il mito cosmogonico, collegato a quello naturalistico, spiega le origini dell’universo. Quello teogonico riguarda gli dei. Quello eziologico spiega le origini di una città, di un rito o di un culto particolari. Infine, il mito storico è la rielaborazione leggendaria e metaforica di eventi avvenuti in epoca pre-storica e il cui ricordo si è tramandato oralmente (Definizioni e scopi del mito).

Leggenda: fatti reali narrati in modo fantastico per rinsaldare i legami di comunità

La parola leggenda deriva dal latino “legenda” cioè “cose che devono essere lette”, “degne di essere lette”. In passato indicava soprattutto la narrazione della vita di un santo e dei suoi miracoli. Oggi si intende qualsiasi racconto che attinge da fatti reali e li arricchisce di elementi fantastici con lo scopo di tramandarli, per celebrare avvenimenti o personaggi fondamentali per la storia di un popolo.
Le leggende si rivolgono alla collettività, come i miti e spiegano l’origine di fenomeni naturali, le regole e i modelli da seguire, certi avvenimenti storici, o ritenuti tali, con l’obiettivo di rinsaldare i legami d’appartenenza alla comunità (wikipedia).

Approfondimenti

Sitografia

Superstizioni e scaramanzie

Pierfederico Scaroni, “Scienza, magia e astrologia, medicina nel Rinasciment”, Argenta

Rinascimento-astrologia

Filosofia rinascimentale

Storia della magia

Magia bianca e storia della magia

Dissertazioni su astrologia e magia

Aurora Martin, “Immaginazione e magia in Giordano Bruno”, Giordano Bruno

Alchimia

Il nazismo magico

Mito

Definizione e scopi del mito

Mitologia

Leggenda

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