Tina Anselmi: addio alla prima donna ministro italiana

Protagonista della Resistenza
e “madre della democrazia”

di Sara Foti Sciavaliere

 

È morta durante la notte di lunedì 31 ottobre 2016, nella sua casa di Castelfranco Veneto. Tina Anselmi aveva 89 anni, prossima al novantesimo compleanno, nota per aver guidato la Commissione parlamentare sulla P2 e per essere stato la prima donna in Italia ad essere a capo di un Ministero, nonché una staffetta partigiana in gioventù.

Fu eletta più volte parlamentare della Democrazia Cristiana e nominata nel luglio del 1976 titolare del dicastero del lavoro e della previdenza sociale in un governo presieduto da Giulio Andreotti. Legò il suo nome alla riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale e nel 1981, nel corso dell’ottava legislatura, fu nominata presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2, che termina i lavori nel 1985.

Tina Anselmi nasce da una famiglia cattolica: il padre era un aiuto farmacista di idee socialiste e fu per questo perseguitato dai fascisti, la madre era casalinga e gestiva un’osteria insieme alla nonna. Frequenta il Ginnasio nella città natale, quindi l’Istituto Magistrale a Bassano del Grappa. È qui che, il 26 settembre 1944, i nazifascisti costringono lei e altri studenti ad assistere all’impiccagione di 31 prigionieri per rappresaglia: decide così di prender parte attivamente alla Resistenza. Aveva 17 anni e con il nome di battaglia di «Gabriella» diventa staffetta della brigata Cesare Battisti al comando di Gino Sartor, quindi passa al Comando regionale veneto del Corpo volontari della libertà. Frattanto, nel dicembre dello stesso 1944, s’iscrive alla Democrazia Cristiana e partecipa attivamente alla vita del partito. È l’inizio di una lunga carriera che la porterà a ricoprire diversi incarichi.

Dopo la guerra infatti si laurea in Lettere all’Università Cattolica di Milano e diviene insegnante elementare. Nello stesso periodo è impegnata nell’attività sindacale in seno alla Cgil e poi, dalla sua fondazione nel 1950, alla Cisl: è dirigente del sindacato dei tessili dal 1945 al 1948 e del sindacato degli insegnanti elementari dal 1948 al 1955.
Dal 1958 al 1964 è incaricata nazionale dei giovani nella Dc. Nel 1963 è eletta componente del comitato direttivo dell’Unione europea femminile, di cui diventa vicepresidente nello stesso anno. Nel 1959 entra nel consiglio nazionale dello Scudo Crociato, ed è deputata dal 1968 al 1992, eletta sempre nella circoscrizione Venezia-Treviso: nel corso del suo lungo mandato parlamentare ha fatto parte delle commissioni Lavoro e previdenza sociale, Igiene e sanità, Affari sociali. Si occupa molto dei problemi della famiglia e della donna: si deve a lei la legge sulle Pari Opportunità.

Negli anni il suo nome è circolato più volte per la presidenza della Repubblica: nel 1992 fu il settimanale Cuore a sostenerne la candidatura e il gruppo parlamentare La Rete a votarla, mentre nel 2006 un gruppo di blogger l’ha sostenuta attraverso una campagna mediatica che prendeva le mosse dal blog “Tina Anselmi al Quirinale”. Il 2016 è stato per lei un anno di riconoscimenti: le è stato dedicato un francobollo e la sua città le ha tributario un omaggio per l’anniversario della sua nomina a ministro quarant’anni prima.

Cordoglio dal mondo della politica
Tina Anselmi, un pezzo di storia della Repubblica, se n’è andata. Tanti i tributi arrivati da donne di destra e di sinistra, e non sono loro, ma anche rappresentanti delle Istituzioni di ieri e di oggi che mostrano come Tina Anselmi incarna da sempre in Italia l’immagine di donna impegnata ai massimi livelli al servizio della cosa pubblica.

«Desidero esprimere il mio commosso omaggio alla figura di Tina Anselmi, splendido esempio di combattivo attaccamento ai valori della democrazia e punto di riferimento del movimento per la piena affermazione dei diritti e del ruolo delle donne. La Anselmi è stata a lungo una presenza importante nel Parlamento, ha aperto nuove strade come prima donna ministro della Repubblica, sempre in prima linea nelle battaglie per il rispetto dei principi costituzionali», così Giorgio Napolitano ricorda Tina Anselmi.

Su Twitter, la presidente della Camera Laura Boldrini ha scritto: «Partigiana, prima donna ministra, inflessibile avversaria dei poteri occulti. Con Tina Anselmi se ne va una madre della democrazia italiana». Un ricordo affidato ad un tweet anche da parte della ministra Marianna Madia: «Partigiana, parlamentare, prima donna ministra, creò il Servizio Sanitario Nazionale. L’Italia deve tanto a #TinaAnselmi».

«Tina Anselmi è stata una delle grandi madri della Repubblica, donna autorevole e semplice che sapeva sempre ascoltare». Così l’ex ministro Livia Turco rievoca la figura della politica veneta. «Ricorderemo sempre la partigiana Gabriella con gratitudine profonda – ha aggiunto – per la sua bella politica, praticata nelle Istituzioni come prima donna ministro e poi come presidente della Commissione P2, voluta da Nilde Iotti e infine come semplice parlamentare, che sapeva ascoltare soprattutto i giovani».

«Addio a Tina Anselmi, partigiana, parlamentare, prima donna ministra. Una donna, una grande madre della democrazia, a cui dobbiamo molto», lo scrive su twitter Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato.

E ancora il ricordo di Rosy Bindi: «Ciao Tina. Avremo sempre nel cuore e nella mente la tua forza gentile e il tuo coraggio di donna libera e profondamente credente. Hai combattuto fin da ragazza per la nostra libertà e la democrazia e non ti sei mai arresa: né di fronte alla violenza nazifascista né quando si trattava di difendere la Repubblica dalle insidie dei poteri occulti della massoneria deviata e della P2. Ci hai insegnato il valore della laicità e della buona politica, che hai praticato per tutta la vita con intelligenza, rigore morale, fedeltà alla Costituzione e passione civile. Prima donna ministro sei stata protagonista di riforme decisive che hanno cambiato in meglio la nostra società, stando sempre dalla parte dei più deboli e delle donne per affermare la dignità e i diritti di tutti».

«Siamo tutti addolorati e commossi per la scomparsa di Tina Anselmi, una grande donna, sindacalista della Cisl, parlamentare e prima donna ministra in Italia — ha scritto sulla pagina Facebook della Cisl la segretaria generale Annamaria Furlan — Anselmi è stata un simbolo di emancipazione civile, di impegno politico e sociale per tutte le donne italiane. Una vera madre della Patria. Tutta la sua vita è stata una esempio di coraggio, di competenza e di moralità nella azione politica, di grande vicinanza alle ragioni dei più deboli e bisognosi della società italiana».

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